Congresso Soi, strabismo e ambliopia nei bambini: che fare?

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Roma, 22 nov. (askanews) - Nei soggetti pediatrici, lo strabismo può essere sia causa sia conseguenza di un difetto di vista di un occhio. Gli interventi terapeutici cambiano a seconda della causa sottostante a questa condizione, e vanno dalla correzione di un difetto rifrattivo con gli occhiali, all'occlusione dell'occhio ambliope, fino all'intervento chirurgico sui muscoli oculari. Lo spiega Emilio Campos Direttore dell'Unità Operativa di Oftalmologia a Direzione Universitaria, Ospedale Sant'Orsola Malpighi, Bologna; Professore di Malattie dell'Apparato visivo presso la facoltà di Medicina e Chirurgia dell'Università di Bologna; Direttore della Scuola di Specializzazione in Oftalmologia, Università di Bologna e Consigliere SOI. "Lo strabismo - precisa - è una sindrome nella quale gli assi visivi non sono paralleli e gli occhi non possono funzionare assieme. È determinata diverse condizioni sottostanti. Se parliamo della forma infantile, il dato fondamentale è che il soggetto affetto da strabismo perde la visione tridimensionale, cioè la capacità di localizzare gli oggetti nello spazio, per esempio fa fatica a versare dell'acqua dentro a un bicchiere, anche se permangono dei sistemi di riferimento che permettono di sopperire a questa mancanza. Il secondo dato importante è che il soggetto vede doppio, ma nel bambino, contrariamente a quanto succede nell'adulto, l'immagine dell'occhio storto viene cancellata dal cervello, e quindi non dà fastidio. Non è raro il caso in cui lo strabismo colpisce entrambi gli occhi, per cui il cervello fa affidamento un po' su un occhio un po' sull'altro, e il piccolo riesce in qualche modo a sviluppare la propria vista. C'è poi il caso di soggetti in cui un occhio ha un difetto rifrattivo, cioè è miope o ipermetrope, oppure ha un deficit della muscolatura, per cui l'occhio non si muove bene. Questi deficit possono far sì che occhio devi continuamente e che la sua immagine venga cancellata: per questo l'occhio diventa "pigro", o più correttamente ambliope, e perde la vista. Un terzo caso ancora è quello di bambini che nascono con una patologia a carico di un occhio, come una cataratta o una rara forma di tumore maligno che si manifesta con un colore bianco della retina, una condizione nota come leucocoria. È quindi la patologia a impedire lo sviluppo della vista in quell'occhio e portare gli occhi a storcersi. In definitiva, il rapporto di causa-effetto può essere in entrambi i sensi: lo strabismo causa un calo della vista da un occhio, e viceversa un calo della vista da un occhio può causare lo strabismo".

E come s'interviene nei diversi casi? Quali sono gli approcci terapeutici più indicati? "Prima di tutto - spiega il professore - va corretto l'eventuale vizio di rifrazione: come ho accennato, un'ipermetropia in un occhio può portare il soggetto a sforzarsi di mettere a fuoco le immagini, e questo sforzo porta gli occhi a stortarsi; in questi casi, se la diagnosi è precoce, si prescrivono al bambino un paio di occhiali con lenti correttive: questo è di solito sufficiente a impedire che gli occhi tornino a funzionare bene insieme, senza alcuna necessità d'intervento chirurgico. Se invece il bambino ha un occhio pigro ed è anche strabico, la prima cosa da fare è eliminare se possibile questa debolezza visiva: se l'occhio è solo storto, questo si ottiene bendando l'altro occhio. Con questo intervento. si torna alla situazione in cui il bambino alterna lo strabismo tra un occhio e l'altro: il fatto che il piccolo torni a usare entrambi gli occhi favorisce un recupero a lungo termine della visione. Se invece uno dei due occhi non viene usato, è molto facile che vi sia una deriva: se prima il soggetto storceva gli occhi verso l'interno, successivamente può iniziare a storcerli verso l'esterno". (segue)