Consenso Biden ai minimi, Senato indagherà sul ritiro afghano

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TOPSHOT - US President Joe Biden speaks about the Taliban's takeover of Afghanistan from the East Room of the White House August 16, 2021, in Washington, DC. - President Joe Biden broke his silence Monday on the US fiasco in Afghanistan with his address to the nation from the White House, as a lightning Taliban victory sent the Democrat's domestic political fortunes reeling. (Photo by Brendan Smialowski / AFP) (Photo by BRENDAN SMIALOWSKI/AFP via Getty Images) (Photo: BRENDAN SMIALOWSKI via Getty Images)
TOPSHOT - US President Joe Biden speaks about the Taliban's takeover of Afghanistan from the East Room of the White House August 16, 2021, in Washington, DC. - President Joe Biden broke his silence Monday on the US fiasco in Afghanistan with his address to the nation from the White House, as a lightning Taliban victory sent the Democrat's domestic political fortunes reeling. (Photo by Brendan Smialowski / AFP) (Photo by BRENDAN SMIALOWSKI/AFP via Getty Images) (Photo: BRENDAN SMIALOWSKI via Getty Images)

Dopo la crisi afghana, l’indice di gradimento del presidente Usa, Joe Biden, è sceso di 7 punti, al livello più basso dall’inizio del suo mandato. Secondo un sondaggio Reuters/Ipsos, condotto lunedì su scala nazionale, solo il 46% degli americani adulti approva l’operato del presidente. Il dato è in calo rispetto al 53% registrato in un sondaggio simile, risalente a venerdì scorso.

La popolarità di Biden è calata con l’ingresso dei talebani a Kabul, nel fine settimana, e il ritiro frettoloso degli americani dopo 20 anni di presenza militare in Afghanistan, in un’operazione costata quasi mille miliardi di dollari ai contribuenti e migliaia di vite umane.

Ieri il consigliere per la Sicurezza nazionale Usa Jake Sullivan in un briefing alla Casa Bianca ha affermato che “il presidente e tutti i suoi collaboratori, me compreso, si assumono la responsabilità delle loro decisioni e delle loro conseguenze, ma ci sono anche responsabilità di altri”. L’allusione è alla mancata reazione dell’esercito afghano e delle autorità locali, come già affermato dal presidente Biden nella sua conferenza stampa di due giorni fa.

Il New York Times scrive che valutazioni classificate delle agenzie di intelligence Usa durante l’estate dipinsero un’immagine fosca della prospettiva di una conquista dell’Afghanistan da parte dei talebani e misero in guardia su un rapido collasso dell’esercito afghano, anche se Joe Biden e i suoi consiglieri dissero pubblicamente che era improbabile accadesse. Il quotidiano cita dirigenti ed ex dirigenti del governo americano e scrive che i moniti estivi degli 007 sollevano l’interrogativo sul perché i dirigenti dell’amministrazione Biden e i pianificatori militari in Afghanistan siano sembrati mal preparati a gestire il push finale dei talebani a Kabul, compreso il fallimento nel garantire la sicurezza nel principale aeroporto e rispedendo in fretta migliaia di soldati per proteggere l’uscita finale dal Paese.

Joe Biden ora deve fare i conti anche con il suo partito per l’uscita umiliante e caotica dall’Afghanistan. Tre commissioni del Senato guidate dai dem (Intelligence, Affari esteri e Forze armate) sono intenzionate a indagare sull’esecuzione del ritiro. “Sono deluso che l’amministrazione Biden non abbia valutato accuratamente le implicazioni di un ritiro rapido degli Usa”, ha osservato il presidente della commissione Esteri Bob Menendez. “Siamo testimoni di risultati orribili di molti anni di fallimenti politici e di intelligence”, ha aggiunto il senatore, promettendo che la commissione Esteri cercherà spiegazioni esaustive su quanto accaduto. Tutti i repubblicani che siedono in commissione Esteri, fatta eccezione del senatore Rand Paul, hanno scritto una lettera a Menendez chiedendo di convocare audizioni sull’Afghanistan appena il Senato riprenderà i lavori. La Camera invece ha invitato a riferire in Commissione Esteri il segretario di Stato, Antony Blinken, e il segretario alla Difesa, Lloyd Austin, perché ”è imperativo che l’amministrazione sia trasparente col popolo americano e il Congresso sulla sua strategia in Afghanistan”.

Donald Trump torna alla carica contro Joe Biden: “Il ritiro dall’Afghanistan è
una questione molto importante, però nessuno ha gestito una ritirata peggiore di quella di Joe Biden, è la più grande vergogna della storia del nostro Paese” ha detto l’ex presidente, intervistato da Fox News, “il nostro Paese è stato umiliato,
sta succedendo qualcosa d’incredibile, la gente che cerca di salire sugli aerei, che precipita dopo essersi appesa alle gomme. Io avevo parlato numerose volte con i talebani, erano stati confronti duri, ero stato chiaro con loro, li avevo avvertiti che se fosse stato toccato anche un solo cittadino americano, avremmo risposto”. E ancora: “Noi eravamo rispettati in tutto il mondo. La Cina ci rispettava. La Russia anche. Gli Stati Uniti hanno bisogno di un presidente che non venga dalla burocrazia, ma prenda in mano la situazione, che sia in grado di chiamare ed essere ascoltato. Mi dispiace dirlo, ma Biden non viene neanche ricevuto. È una situazione imbarazzante, la più imbarazzante nella storia di questo Paese. La Cina sta vedendo quello che succede e ci sta ridendo dietro”.

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.

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