Conserve ittiche, preoccupano rincari: “Distribuirli su tutta filiera”

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Image from askanews web site
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Milano, 10 nov. (askanews) - Trovare un accordo di filiera affinchè i rincari delle materie prime possano essere distribuiti su più attori, a partire dalla grande distribuzione. E' quello che chiede l'Ancit, l'associazione Conservieri ittici e delle tonnare, per bocca del suo presidente Simone Legnani che ha espresso "forte preoccupazione" per i rincari degli ultimi mesi col rischio "per il settore delle conserve ittiche di non riuscire a metabolizzare i costi di produzione, diventati ormai troppo elevati". "I rincari - afferma - devono essere considerati un problema di filiera e non solo di un pezzo della filiera, ci deve essere una collaborazione per la creazione del valore".

Sono diversi gli ambiti dove il comparto delle conserve ittiche accusa il colpo dei rincari. "La nostra principale preoccupazione è questo grosso aumento del costo delle lattine - ha esordito Legnani - noi siamo un settore dove tutto finisce in lattina, gli imballaggi metallici non costituiscono una parte e non si può cercare di diversificare usando altri materiali per le confezioni come il vetro, per noi il vetro è una nicchia, il 90% sono lattine, quindi risentiamo di più di altri settori". Nel settore del confezionamento l'aumento dei costo di imballi primari e secondari (banda stagnata, carta, cartone, vetro) è molto consistente. Parliamo di un +80% per la banda stagnata e un +77% per l'alluminio in lingotto da settembre 2020 al settembre 2021, con attese di ulteriori incrementi nei prossimi mesi. Rincari a cui si aggiungono quelli del cartoncino (+15% ) e del cartone ondulato (+35%), con proiezioni di crescita di un ulteriore +15% per il cartoncino e +35% per il cartone ondulato.

Esiste poi un problema legato ai noli marittimi dei container: secondo il Drewry's World Container index, a ottobre 2021 il costo medio per un nolo per un container da 40 piedi è incrementato del 289% rispetto allo stesso periodo nel 2020 (fino a 20.000 dollari per spedire un container di 40 piedi da Shanghai a Rotterdam). "La nostra è una filiera molto lunga: il tonno viene pescato negli oceani in alto mare, in Italia non si pesca tonno per l'industria, quindi la materia prima deve essere trasportata - spiega ancora Legnani - Oltretutto il nostro è un prodotto di qualità, come dimostrano le esportazioni in aumento, e la sostenibilità è fondamentale per cui dobbiamo andare a pescare il tonno giusto nel posto giusto e questo ha dei costi". A tutto questo si sommano i prezzi dell'energia elettrica, aumentata di oltre l'80% rispetto a gennaio di quest'anno, e quello del gas naturale (da cui dipende il prezzo dell'energia elettrica) di oltre il 100%. "Tutto questo insieme di cose - osserva - esaspera una situazione che è trasversale a molti settori. Il nostro obiettivo è quello di cercare come filiera di assorbire questi aumenti perchè l'industria sta facendo la sua parte cercando di ottimizzare costi, approvvigionamenti, razionalizzare il più possibile, però laddove si parla di aumenti così alti è difficile che un solo attore possa farsi carico di tutti i rincari".

Per Legnani occorre "cercare con gli altri attori, grande distribuzione, istituzioni e in parte il consumatore di contribuire ad attenuare questa problematica che speriamo sia un effetto in parte speculativo, che si spera finisca presto. D'altro canto - evidenzia - in un'economia globale rimettere in moto una macchina che si è sostanzialmente fermata per un anno, non lo fai dall'oggi al domani. Essendoci una ripresa rapida più di quello che ci si aspettava tutto il sistema va in affanno e si ripercuote sui costi. Ci vorrà un po' di tempo per riequilibrare tutto il sistema".

Per ora "le associazioni di categoria hanno iniziato ad alzare un po' la mano, vediamo se dall'altra parte dalle associazioni di categoria della gdo ci sarà una risposta per arrivare alla costituzione di tavoli dove ragionare tutti insieme. Questa è una tempesta perfetta - conclude - ma è anche un momento perfetto per lavorare assieme per trovare una soluzione senza scaricare tutto sul consumatore".

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