Conserve ittiche tra tradizione familiare e innovazione: 60 anni Ancit

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Image from askanews web site
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Milano, 6 ott. (askanews) - Dietro la classica scatoletta di tonno che conserviamo in dispensa si nasconde un sapere antico, lontano erede di quella cultura gastronomica romana che col garum insaporiva i suoi piatti. Oggi questo sapere, tramandato di generazione in generazione, di famiglia in famiglia, è un'industria, fiore all'occhiello del made in Italy. E voce di questa industria è l'Ancit, l'associazione nazionale dei conservieri ittici e tonnare che quest'anno festeggia i 60 anni di attività, 60 anni in cui la tradizione familiare delle conserve ittiche, figlia del Mare nostrum, si è trasformata, modernizzata, innovata senza mai dimenticare le origini come ci ha raccontato il presidente Simone Legnani: "Con il progresso e l'industrializzazione questa attività è diventata una vera e propria industria però è rimasta la tradizione tant'è che praticamente tutte le industrie italiane ancora oggi operanti nel settore hanno una conduzione possiamo dire familiare, addirittura molte sono già alla terza generazione".

Il punto di svolta per il comparto delle conserve ittiche, dove l'occupazione femminile gioca ancora oggi un ruolo chiave, è segnato dall'incontro con l'industria dell'inscatolamento. La scatola di latta all'inizio è grande e il tonno si vende a peso, nella carta oleata. Ma di lì a poco l'arrivo delle scatolette consentirà al comparto di affermarsi come uno dei più virtuosi dell'industria alimentare italiana. Parliamo di un mercato che oggi, includendo salmone affumicato e specialità, sfiora i due miliardi di valore. E che se ci limitiamo alla sola produzione di tonno, vede l'Italia al secondo posto dopo la Spagna per produzione e ai primi posti al mondo per consumo. E per il quale, in parallelo cresce anche il gradimento all'estero, dove in dieci anni sono raddoppiati (+122%) i quantitativi di tonno spediti, per un totale di 30.500 tonnellate e oltre 200 milioni di euro a valore. "L'aspetto che si sta sviluppando sempre di più negli ultimi anni, con molta soddisfazione, è l'export non solo del tonno ma anche di altri prodotti sempre ittici - spiega Legnani - perché viene considerato il tonno in abbinamento con l'olio d'oliva un fiore all'occhiello dell'export e internazionalmente il famoso made in Italy e il saper fare italiano è rappresentato anche dal dal tonno all'olio d'oliva".

Già tonno in scatola, ma anche acciughe, sgombri, sardine, salmone, vongole e antipasti di mare. Una varietà che finisce sulle tavole dei consumatori, grazie all'innovazione al saper fare, ma anche all'impegno verso la sostenibilità, la vera sfida per il futuro: "La sostenibilità oggi è uno dei temi cruciali ed è forse il tema più importante per il futuro - aggiunge Legnani - questi sforzi hanno iniziato a dare dei segnali positivi perché è stato annunciato che quattro specie di tonno, tra cui anche quelle utilizzate dall'industria, sono in leggero miglioramento: non è la risoluzione del problema ma è un segnale che gli sforzi che si stanno facendo iniziano a dare dei segnali positivi".

Del resto il pesce è una risorsa preziosa anche per la nostra alimentazione, col suo apporto di proprietà nutrizionali, come ci spiega Luca Piretta, gastroenterologo e nutrizionista all'Università Campus Biomedico di Roma: "Le conserve ittiche hanno aiutato a crescere la popolazione italiana. Sessanta anni fa la vita media era più breve, oggi la vita media si è allungata molto grazie all'utilizzo di una sana alimentazione e in questa alimentazione è intervenuta in modo molto importante la conserva ittica perchè ha dato proteine, antiossidanti, antinfiammatori".

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