Consiglio Europeo, Draghi difende la linea dei tamponi all'arrivo in Italia. La risposta dell'UE

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Consiglio Europeo Draghi restrizioni
Consiglio Europeo Draghi restrizioni

La scelta dell’Italia di rendere obbligatori i tamponi all’arrivo nel nostro Paese, ha fatto non molto discutere l’Europa tanto che, in precedenza, dalla vicepresidente della commissione europea Vera Jourova erano arrivate parole dure al riguardo. Ora a fare il punto della situazione sul fronte delle restrizioni è proprio il presidente del consiglio Mario Draghi che, nel corso del suo intervento al Consiglio Europeo non ha fatto passi indietro. “C’è un vantaggio da mantenere”, ha quindi spiegato.

Consiglio Europeo Draghi restrizioni, “C’è un vantaggio da mantenere”

Il premier Draghi ha spiegato le motivazioni che hanno portato il Paese a scegliere questa linea rigorosa per ciò che riguarda le nuove misure restrittive introdotte nel Paese. Draghi ha sottolineato come siano state 135.000 le persone decedute fino adesso a causa del covid, senza dimenticare l’alto tasso di vaccinazione raggiunto in Italia. Non meno rilevante inoltre il fatto che , rispetto ad altri Paesi, la variante Omicron si sia diffusa di meno. “C’è un vantaggio da mantenere ed è questa la ragione alla base della decisione di far fare i test a chi entra in Italia”, ha quindi dichiarato.

Consiglio Europeo Draghi restrizioni, la risposta dell’UE

Ad ogni modo, l’Unione Europea ha ribadito come l’approccio coordinato sia quanto mai essenziale e che le misure restrittive, in tal senso, devono essere “basate su criteri oggettivi, non devono danneggiare il funzionamento del mercato unico e non ostacolare in maniera sproporzionata la libertà di circolazione tra gli Stati membri o di viaggiare in Ue”.

Consiglio Europeo Draghi restrizioni, Di Maio: “Eviterei di parlare di tensione”

A commentare quanto affermato dal premier Draghi è il ministro degli Esteri Luigi Di Maio che – ha messo in evidenza come sia importante evitare di “parlare di tensione”. Ha quindi proseguito: “Abbiamo un vantaggio. Siamo uno dei Paesi che ha il più basso livello di diffusione di questa variante. Crediamo che in questo momento dobbiamo proteggere il Paese da questa variante che ha effetti che possono essere preoccupanti”.

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