#Consiglio Lazio: la Regione verso una maggioranza Pd-M5S -3-

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Roma, 16 set. (askanews) - Tripodi ha poi chiesto "di sapere su che strada possiamo lavorare, quale percorso dobbiamo fare, chi è maggioranza e chi è opposizione, senza più nascondersi". La risposta è arrivata dal capogruppo del Pd, Marco Vincenzi, il quale ha parlato della volontà "di provare la possibilità di un accordo anche in Regione Lazio, una volontà piena, chiara e legittima che non contrasta con nessuna legge elettorale". "E' vero che le coalizioni presentano un candidato governatore - ha proseguito Vincenzi - ma anche che le forze siedono in consiglio e nessuna legge vieta che si possa allargare la maggioranza". Vincenzi ha inoltre parlato di un imminente chiarimento sugli obiettivi programmatici, di governo e politici generali, "su come dare il nostro contributo nella nostra regione con l'esperienza specifica di un laboratorio originale di sintesi in questo Consiglio, anche nella direzione di allargare una maggioranza che non sarà più larga solo qui ma anche nella nostra comunità nel Lazio e dia il suo contributo a un progetto nazionale".

A conclusione del dibattito è infine intervenuto il vicepresidente della Regione Lazio, Daniele Leodori (Pd). "Oggi politicamente si apre a livello nazionale una fase nuova - ha dichiarato Leodori - e noi rientriamo in un contesto politico nazionale: siamo stati anzi fautori dell'apertura di un percorso nuovo. Quando ci si scandalizza del fatto che non c'è un ritorno alle urne - ha aggiunto - si ricordi che si è votato solo pochi mesi fa. E' una legislatura agli albori. Alla Lega dico: ogni tanto un po' di autocritica farebbe bene, è stato un suicidio politico evidente e unilaterale. Gli altri sono stati fermi ad assistere e capire come comportarsi, e con un dibattito, pubblico, ne' semplice ne' scontato. Così deve avvenire nella nostra regione. Una settimana fa dicevo che era prematuro se non azzardato parlare di accordo già definito con il M5s - ha concluso Leodori - Oggi aggiungo: ho difficoltà a capire perché ciò possa destare stupore, vista la situazione nazionale. E' una conseguenza di questa, un percorso comune sui temi, non sulle poltrone".