Consiglio Regionale Lombardia: sì a nuove misure, no a lockdown

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Milano, 3 nov. (askanews) - Il Consiglio regionale della Lombardia ha votato il potenziamento delle Usca (Unità speciali di continuità assistenziale), test rapidi per tutti i pazienti fragili e per le scuole, coinvolgimento degli specializzandi con il giusto riconoscimento economico, attivazioni dei checkpoint per effettuare test in sicurezza. E ancora: dare le protezioni adeguate ai medici e ai pediatri di famiglia per poter fare eventuali visite a domicilio e individuare strutture idonee ad accogliere pazienti dimessi dagli ospedali ma che devono stare in isolamento in attesa della negativizzazione. Questi alcuni degli inviti rivolti al Presidente e della Regione e alla sua Giunta contenuti nella mozione presentata a prima firma di Niccolò Carretta (Gruppo Misto - Azione) ed Elisabetta Strada (Lombardi Civici Europeisti). Il documento, che avanza oltre 21 proposte a Palazzo Lombardia, è stato approvato all'unanimità durante i lavori pomeridiani dell'assemblea. Pollice verso invece per il documento del PD (prima firmataria la Consigliera Carmela Rozza) che nell'avanzare proposte similari, chiedeva anche la costituzione di un Tavolo permanete di confronto fra Giunta, gruppi politici di maggioranza e minoranza, sindaci e parti sociali, per condividere dati ed elaborare risposte unitarie da dare ai cittadini. Per il Consiglio il lockdown è uno scenario da evitare. Tutelare le persone fragili, con misure specifiche quali servizio a domicilio per la consegna di alimenti, prevedere vaucher per l'utilizzo di taxi e altro: è l'obiettivo di un piano di interventi specifico che dovrà essere presentato dal Presidente Fontana alla Conferenza Stato-Regioni, così come richiesto da una mozione proposta dal capogruppo Gianluca Comazzi e da tutti i Consiglieri di Forza Italia, che il Consiglio ha approvato oggi a maggioranza. Il documento si riferisce alla situazione della diffusione del contagio, precisando che "si ritiene indispensabile cambiare il paradigma delle misure di contenimento della diffusione del Covid-19, individuando modalità di convivenza con il Covid 19 che consentano di svolgere le attività quotidiane di studio e di lavoro riducendo il più possibile il rischio contagio". Si tratta perciò di evitare "un ulteriore lockdown generalizzato che rischierebbe di compromettere irrimediabilmente parecchie attività con pesanti ricadute su economia e occupazione" e di "individuare target di persone fragili a sostegno e azioni a protezione e tutela dei soggetti a rischio ospedalizzazione".