Consip, gup: in informativa Scafarto errore involontario

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Roma, 3 ott. (askanews) - Quello attribuito all'ufficiale dell'Arma Gianpaolo Scafarto "si tratta di errore sicuramente involontario, presumibilmente dovuto a una omessa correzione dell'informativa al momento della sua ultima stesura a meno di non voler attribuire all'imputato comportamenti del tutto illogici e anzi 'schizofrenici'". Così scrive il giudice di Roma, Clementina Forleo, nella sentenza di proscioglimento dello stesso Scafarto e del suo collega Alessandro Sessa.

Stando alle accuse dei pm della Capitale - si ricorda - Scafarto, avrebbe redatto un'informativa "alterata" con l'obbiettivo di "arrestare" Tiziano Renzi. Nelle carte la frase "Renzi l'ultima volta che l'ho incontrato" viene attribuita all'imprenditore napoletano, Alfredo Romeo, quando invece a parlare è l'ex deputato di An, Italo Bocchino.

In un altro passo della sentenza, di 24 pagine, il giudice Forleo aggiunge: "Se Scafarto avesse comunque voluto 'inchiodare' Renzi avrebbe sicuramente avuto gioco facile nella correzione dell'errore che era stato da altri compiuto e non avrebbe ripetutamente sollecitato tutti i suoi collaboratori a risentire le conversazioni, a chiedere di eventuali incontri tra Tiziano e Romeo e soprattutto a invitare tutti i predetti a una rilettura dell'informtiva, evidentemente finalizzata a scongiurare errori".