Consip, Scafarto a giudice: mai messo in pericolo indagine

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Roma, 9 set. (askanews) - "Non ho mai messo in pericolo l'indagine. Non ho mai rivelato alcuna notizia coperta da segreto: questa è la verità e spero che venga affermata anche dal punto di vista giudiziario". Lo ha detto il maggiore dei carabinieri Gian Paolo Scafarto, già al Noe, fuori dall'aula del tribunale di Roma dove è sotto accusa per la vicenda Consip. L'ufficiale dell'Arma ha ripetuto ai cronisti quello che ha spiegato al giudice proprio stamane. "Ho ribadito quello che dico da almeno due anni, ho confermato quello che ho sempre sostenuto. Per questa vicenda la mia vita è stata stravolta, prima ero in ufficio di polizia giudiziaria ora mi occupo logistica".

Per questa vicenda gli inquirenti hanno chiesto il processo oltre che per Scafarto anche per altre 6 persone, tra cui l'ex ministro Luca Lotti e l'ex comandante generale dei carabinieri, Tullio Del Sette. Secondo i magistrati Lotti avvisò l'ex ad Luigi Marroni di indagini e intercettazioni. Rischiano di finire a giudizio anche l'imprenditore Carlo Russo, Filippo Vannoni (ex consigliere economico di Palazzo Chigi) e il carabiniere Alessandro Sessa. Scafarto risponde delle contestazioni di violazione di segreto, falso in atto pubblico e depistaggio: l'ultima accusa è contestata in concorso proprio con Sessa.

Secondo i pm Scafarto svelò al vicedirettore del Fatto Quotidiano, Marco Lillo, il contenuto delle dichiarazioni di Marroni e Ferrara agli inquirenti di Napoli e l'iscrizione di Del Sette, atto coperto da segreto. Al militare viene contestato anche il falso relativo ad una informativa.