Consulenti tributari, costante aumento norme fiscali richiede semplificazione adempimenti

·2 minuto per la lettura
default featured image 3 1200x900
default featured image 3 1200x900

Roma, 27 apr. (ALabitalia) – "La riforma fiscale e soprattutto la semplificazione sono tematiche particolarmente 'sensibili' per la nostra associazione di tributaristi e sono stati oggetto di numerose richieste formulate in diverse occasioni di confronto con le istituzioni pubbliche. Confidiamo che nella seconda metà del 2021 questi propositi si tramutino in disposizioni legislative mirate e funzionali, tali da fornire un contributo considerevole al processo di modernizzazione del sistema fiscale italiano". A dirlo Celestino Bottoni, presidente nazionale dell'Ancot, Associazione nazionale consulenti tributari.

"Nel def – spiega – viene evidenziato come proprio per fronteggiare la crisi pandemica che continua a condizionare pesantemente la vita economica e sociale del Paese e del mondo intero, è necessario utilizzare tutti gli strumenti a disposizione, dalla campagna di vaccinazione, all'impulso alla ricerca medica e al rafforzamento del Sistema sanitario nazionale; in campo economico, dai sostegni e ristori al rilancio degli investimenti e dello sviluppo con il piano di ripresa e resilienza (Pnrr) finanziato dal next generation eu (Ngeu) e da ulteriori risorse nazionali".

"Emerge – continua Bottoni – come l'esigenza primaria per la maggioranza e per il Governo è quella di sostenere i vari settori economici per il tempo necessario e di continuare a compensare le imprese e i lavoratori più danneggiati dalle misure di restrizione sanitarie, al fine di evitare la chiusura definitiva di molte posizioni lavorative e di aziende".

"In questi giorni – fa notare il presidente nazionale dell'Ancot – gli studi dei consulenti tributari sono alle prese con l'avvio della stagione delle dichiarazioni dei redditi. Un'incombenza che certamente non si coniuga con la semplificazione: 366 pagine di istruzioni per il modello redditi pf 2021, 255 per il modello redditi sp, 293 per il modello redditi sc, il tutto condito dall'attesa circolare extra-large sui modelli 730, che l'anno scorso di 411 pagine".

"Nelle dichiarazioni dei redditi del 2020 – ricorda Celestino Bottoni – dovranno essere indicate anche le somme erogate dallo Stato a favore dei soggetti che hanno subito danni economici a seguito dell'emergenza sanitaria anche se non concorrono alla determinazione del reddito, né d'impresa né di lavoro autonomo, e sulle quali nessuna imposta deve essere corrisposta".

"Comunque – sottolinea – sono informazioni che sono già in possesso dell'amministrazione finanziaria che ha provveduto direttamente all'esame delle pratiche e all'erogazione dei contributi. Anche la richiesta informazioni e dati duplicati potrebbe essere evitata in ottica semplificazione? Noi crediamo di si".