Consulta, avv. Schuster: non c'è ostacolo atto nascita con 2 madri

Red/Gtu

Roma, 21 ott. (askanews) - "Non c'è ostacolo all'atto di nascita con due madri, per la Corte il problema indicato dal Tribunale di Pisa non sussiste": così, in sintesi l'avvocato Alexander Schuster che ha assistito la coppia di due donne, da cui ha preso il via il caso processuale, commenta la decisione di inammissibilità della questione della Corte costituzionale.

Con un comunicato stampa la Corte costituzionale ha infatti reso nota la decisione di dichiarare inammissibile la questione di leggitimità sollevata dal tribunale di Pisa per difetto di motivazione, spiegando in breve, in attesa del deposito della decisione, che "il Tribunale ha riferito il proprio dubbio di costituzionalità a una norma interna che avrebbe impedito l'applicazione della legge straniera - rilevante nel caso concreto in ragione della nazionalità del minore - ma non ha individuato con chiarezza la disposizione contestata, né ha dato adeguato conto della sua affermata natura di 'norma di applicazione necessaria'".

"Le sentenze - spiega Schuster - vanno commentate avendole davanti. Tuttavia, la sentenza d'inammissibilità pare di fatto smentire la tesi del Tribunale di Pisa per cui vi sarebbe un ostacolo a formare un atto di nascita con due madri in Italia, consentendo così finalmente al bambino, oramai prossimo ai quattro anni, di avere due madri anche sulla carta. È una sentenza, quindi, che speriamo di poter accogliere favorevolmente". Infatti, "è noto che nessuna disposizione in Italia vieta di formare un atto di nascita con due madri nel caso di figlio nato da fecondazione assistita. Le regole per stabilire chi è genitore in caso di procreazione medicalmente assistita, sono diverse da quelle di una procreazione tramite rapporto sessuale, situazione nella quale è del tutto ovvio che non vi potrà che essere un padre ed una madre. Diverse le regole, in Italia come all'estero, quando di un rapporto sessuale non c'è stata nemmeno l'ombra. Il minore, disse già la Corte costituzionale nel 1998, deve essere tutelato rispetto all'adulto che con le proprie azioni ne ha determinato la nascita. È il principio del consenso".(Segue)