Consulta chiede chiarimenti su prestazioni sanitarie in Sicilia

Cro/Ska

Roma, 24 lug. (askanews) - La Corte costituzionale ha chiesto alla Regione Sicilia e al Governo una serie di dati per verificare il rispetto dell'articolo 20 del decreto legislativo 118/2011 là dove prevede un'indicazione analitica dei flussi finanziari destinati ad assicurare l'erogazione dei livelli essenziali di assistenza in materia sanitaria (LEA).

La richiesta istruttoria è contestuale alla sentenza n. 197 depositata oggi (relatore Aldo Carosi) con cui la Corte - nel solco della sentenza n. 1/1966 - ha dichiarato l'illegittimità costituzionale di due disposizioni della legge siciliana n. 8/2018 che avevano prescritto alla propria Ragioneria di iscrivere nelle "entrate" del bilancio alcuni cespiti non sorretti da un idoneo titolo giuridico. La loro contabilizzazione in "entrata" aveva così ampliato artificiosamente le risorse disponibili, consentendo spese oltre il limite del naturale equilibrio.

Quanto all'ordinanza istruttoria, la Corte ha anzitutto chiesto informazioni a Regione e Governo per verificare il rispetto dei livelli essenziali di assistenza. La vigente legislazione riguardante il territorio siciliano prevede che gli oneri delle prestazioni sanitarie obbligatorie siano ripartiti tra lo Stato e la Regione. Entrambi denunciano la violazione del precetto costituzionale che tutela il livello essenziale delle prestazioni. Di qui la decisione della Corte di procedere a un accertamento analitico della situazione finanziaria.

Inoltre, la Corte ha chiesto alle parti del giudizio di precisare la destinazione dei fondi strutturali, mettendo a confronto la relativa disciplina di utilizzazione con le modifiche previste dalla legge siciliana impugnata dal Governo.