Consulta: da marzo 2020 a dicembre, la Corte in pandemia (4)

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(Adnkronos) – Ogni podcast è “firmato” da un giudice costituzionale e dedicato o alla vita e all’attività della Corte o a temi e momenti cruciali della nostra storia repubblicana, raccontati attraverso la lente della Costituzione e della giurisprudenza costituzionale.

Luglio: È il mese in cui la Corte – che non ha mai fermato del tutto la sua attività, recuperando, anzi, il terreno perduto nel mese di marzo – torna alla normalità. A una nuova normalità. Dal 7 luglio, infatti, le udienze vengono celebrate con la presenza fisica di giudici e avvocati, ferma restando, però, la possibilità di collegamento da remoto da parte dei giudici. Infatti, la Corte non trasloca dal quinto piano del Palazzo, non foss’altro per la necessità di rispettare le distanze di sicurezza. A fine mese arrivano quattro conflitti tra poteri, riguardanti la riforma del taglio dei parlamentari e l’election day. E per la prima volta nella sua storia, la Corte viene convocata per un’udienza in pieno agosto.

Agosto: Dopo l’illusione estiva di una tregua del virus, l’autunno impone alla Corte sguardo lungo e organizzazione flessibile. L’obiettivo è sempre la continuità della giustizia costituzionale, che non può e non deve fermarsi. Il 12 agosto la Corte si riunisce in camera di consiglio per decidere i quattro conflitti tra poteri sul taglio dei parlamentari e l’election day. Il giorno dopo esordisce la firma digitale della Presidente, del relatore e della Cancelliera sulla decisione. Anche questa è una prima assoluta nella storia della Corte.

Settembre: è anche il mese degli avvicendamenti di giudici e Presidente. Due giorni prima della scadenza del suo mandato, Marta Cartabia, prima donna alla guida della Corte costituzionale, “entra” nella Sala delle Donne di Montecitorio: la sua foto è aggiunta ai ritratti delle 21 Costituenti, delle Presidenti delle Camere e di altre “prime” donne delle Istituzioni. Il 12 settembre scadono dal mandato il Vicepresidente Aldo Carosi e la Presidente Marta Cartabia (che si congeda con un podcast su La Corte e l’Europa).