Consulta: non punibile aiuto al suicidio a determinate... -4-

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Roma, 25 set. (askanews) - Ora i 15 giudici della Consulta "in attesa di un intervento del legislatore", hanno stabilito un principio di portata storica: la non punibilità dell'aiuto al suicidio a determinate condizioni. In attesa del deposito della sentenza cheentrerà nel dettaglio, la Consulta - così come ha fatto sapere l'ufficio stampa - ha messo paletti indispensabili per la non punibilità: chi "agevola l'esecuzione del proposito di suicidio, autonomamente e liberamente formatosi, di un paziente tenuto in vita da trattamenti di sostegno vitale e affetto da una patologia irreversibile, fonte di sofferenze fisiche e psicologiche che egli reputa intollerabili ma pienamente capace di prendere decisioni libere e consapevoli". Principii cardine di cui dovrà tenere conto il legislatore oltre al giudice chiamato a pronuncairsi sul merito.

Inoltre la Consulta ha individuato "specifiche condizioni e modalità procedimentali", desunte da "norme già presenti nell'ordinamento", per evitare rischi di abuso nelle persone vulnerabili.

E i riferimenti normativi - sempre in attesa di un intervento del legislatore - per la sussistenza della non punibilità sono: il rispetto delle modalità previste dalla normativa sul consenso informato, sulle cure palliative e sulla sedazione profonda continua (articoli 1 e 2 della legge 219/2017), e "la non punibilità è subordinata alla verifica sia delle condizioni richieste che delle modalità di esecuzione da parte di una struttura pubblica del Servizio sanitario nazionale sentito il parere del comitato etico territorialmente competente". Un aspetto questo che riguarderà quindi le modalità e le procedure di attuazione nell'ambito delle strutture del Ssn.