Consulta: non si può punire detenuto per mafia che non collabora -4-

Cro/Ska

Roma, 4 dic. (askanews) - E' fondamentale aggiungere che, ai sensi del comma 3 bis del medesimo articolo 4 bis, tutti i benefici penitenziari, compreso il permesso premio, «non possono essere concessi» (ferma restando l'autonomia valutativa del magistrato di sorveglianza) quando il Procuratore nazionale antimafia (oggi anche antiterrorismo) o il Procuratore distrettuale comunica, d'iniziativa o su segnalazione del competente Comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica, l'attualità di collegamenti con la criminalità organizzata.

In buona sostanza, la sentenza sottrae la concessione del solo permesso premio (e non degli altri benefici) al circuito "ostativo" previsto dall'articolo 4 bis per i detenuti che non collaborano con la giustizia.

Infine, la Corte ha spiegato perché la dichiarazione di illegittimità costituzionale deve essere estesa a tutti i reati compresi nell'elenco contenuto nel primo comma dell'articolo 4 bis.

In virtù di varie scelte di politica criminale - non sempre tra loro coordinate e accomunate solo da una volontà di inasprimento del trattamento penitenziario - adottate in risposta ai diversi fenomeni criminali di volta in volta emergenti, la disposizione in questione ha progressivamente allargato i propri confini, finendo per contenere, attualmente, una disciplina speciale relativa a un eterogeneo e stratificato elenco di reati, anche non necessariamente associativi.

In queste condizioni, se la dichiarazione di illegittimità costituzionale non venisse estesa a tutti questi reati, ne deriverebbe una paradossale disparità di trattamento in danno dei detenuti per i quali possono essere del tutto privi di giustificazione sia il requisito della collaborazione con la giustizia sia la dimostrazione dell'assenza di legami con un inesistente sodalizio criminale di originaria appartenenza. In definitiva, non estendere l'intervento compiuto con la presente sentenza a tutti i reati previsti dal primo comma dell'articolo 4 bis dell'Ordinamento penitenziario (al di là, quindi, di quelli di associazione mafiosa e di "contesto mafioso") finirebbe per compromettere la stessa coerenza intrinseca dell'intera disciplina di risulta.