Consulta su figlio con due madri: "Decida il legislatore"

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di Enzo Bonaiuto

Spetta al legislatore decidere, in tema di unioni civili, se si può inscrivere all'anagrafe un figlio con due madri che è stato concepito con la fecondazione eterologa all'estero ma è poi nato in Italia. E' quanto ha deciso la Corte Costituzionale, esaminando in concreto le questioni di legittimità sollevate dal Tribunale di Venezia, riguardanti la legge sulle unioni civili e il decreto sugli atti dello stato civile.

Il caso sottoposto ai giudici della Consulta riguardava una donna che, unita civilmente ad un’altra donna, aveva concepito all’estero mediante tecniche di fecondazione eterologa un figlio, che poi è nato in Italia. Secondo il Tribunale che ha sollevato la questione davanti alla Corte Costituzionale, "la disciplina vigente, nell’escludere la registrazione nell’atto di nascita del bambino come figlio di entrambe le donne, violerebbe i diritti della cosiddetta madre intenzionale e quelli del minore e determinerebbe una irragionevole discriminazione per motivi di orientamento sessuale".

In attesa del deposito della sentenza, dal palazzo della Consulta si riferisce che "le questioni sono state dichiarate inammissibili", in quanto "il riconoscimento dello status di genitore alla cosiddetta madre intenzionale, all’interno di un rapporto tra due donne unite civilmente, non risponde a un precetto costituzionale ma comporta una scelta di così alta discrezionalità da essere per ciò stesso riservata al legislatore, quale interprete del sentire della collettività nazionale".

Per la Corte Costituzionale, infatti, "al legislatore spetta, su temi così eticamente sensibili, ponderare gli interessi e i valori in gioco, tenendo conto degli orientamenti maggiormente diffusi nel tessuto sociale in un determinato momento storico".

I giudici della Consulta hanno anche ritenuto che "la protezione del miglior interesse del minore in simili situazioni, oggi affidata dalla giurisprudenza all’attuale disciplina sull’adozione in casi particolari, può essere assicurata attraverso varie soluzioni, tutte compatibili con la Costituzione, che spetta sempre al legislatore individuare".

La sentenza della Corte Costituzionale sarà depositata nelle prossime settimane al palazzo della Consulta.