Consulta: troppo breve termine 24 h reclami contro permessi premio

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Roma, 12 giu. (askanews) - Un termine di sole 24 ore per presentare reclamo contro il provvedimento sui permessi premio lede il diritto di difesa del detenuto e rappresenta un indebito ostacolo alla funzione rieducativa della pena, alla quale i permessi premio sono funzionali. Lo ha affermato la Corte costituzionale con la sentenza n.113, depositata oggi (relatore Francesco Vigan), accogliendo la questione sollevata dalla Cassazione su una norma dell'Ordinamento penitenziario che irragionevolmente prevede un identico termine per il reclamo sia contro i provvedimenti sui permessi di necessit - legati a situazioni di imminente pericolo di vita di familiari o altri gravi eventi eccezionali - sia contro quelli riguardanti i permessi premio, sebbene siano diversi presupposti e finalit.

L'eccessiva brevit del termine era gi stata portata all'esame della Consulta che, con la sentenza n. 235 del 1996, aveva rilevato l'irragionevolezza dell'identico termine per il reclamo contro due diversi tipi di permesso e tuttavia aveva ritenuto di fermarsi all'inammissibilit delle questioni prospettate, non riuscendo a rintracciare nell'ordinamento una soluzione costituzionalmente obbligata che potesse porre direttamente rimedio alla, pur riscontrata, eccessiva brevit del termine in esame. In quell'occasione la Corte aveva per invitato il legislatore a provvedere, quanto pi rapidamente, alla fissazione di un nuovo termine che contemperi la tutela del diritto di difesa con le esigenze di speditezza della procedura".

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