Consultazioni, chiusi colloqui mattinata. Stasera decisioni Colle

Fdv

Roma, 22 ago. (askanews) - Terminato il giro di consultazioni della mattinata, che ha visto salire al Colle FdI, Pd e Forza Italia. Nel pomeriggio toccherà alle 16 alla Lega e a seguire al Movimento 5 Stelle. Al termine di questi colloqui il capo dello Stato, Sergio Mattarella, potrebbe far conoscere le sue decisioni.

In mattinata sia Fratelli d'Italia, con Giorgia Meloni, che Forza Italia, con Silvio Berlusconi, hanno in sostanza esortato il capo dello Stato - in forza della maggioranza di consensi che ritengono di avere nel Paese, non in Parlamento - a lanciare un governo di centrodestra di legislatura. Altrimenti alle urne. Dal canto suo il Pd con Nicola Zingaretti ha aperto al tentativo di un governo politico con il Movimento 5 Stelle (verso il quale, ha precisato il segretario dem, esistono ancora molte diffidenze). In caso contrario l'alternativa non può essere che il voto.

Si attendono ora gli incontri di Mattarella con Matteo Salvini e Luigi Di Maio, nel pomeriggio, per capire quale potrà essere la conclusione di questo giro di consultazioni. Il capo dello Stato ha sollecitato i partiti, nei loro contatti, nelle loro trattative a fare presto. Ma solo questa sera al termine dei colloqui Mattarella avrà il polso della situazione per capire se il Parlamento, nella sua maggioranza, sia favorevole ad andare al voto anticipato oppure a favore di un tentativo per dar vita a un nuovo governo. Oggettivamente, risultati delle elezioni politiche del 2018 alla mano, in Parlamento ci sarebbe una maggioranza Pd-M5S-Leu in grado di sostenere un governo. Ma le incognite sono ancora tante. Il Movimento 5 Stelle per esempio riunirà i suoi vertici prima dell'incontro con Mattarella e poi, a conclusione del colloquio al Quirinale, toccherà a tutti i parlamentari grillini riunirsi in assemblea per decidere cosa fare.

Insomma questa sera il capo dello Stato assumerà le prime decisioni. Sempre riflettendo - come è suo ruolo e più volte ribadito - quello che dai gruppi parlamentari, dalle Camere nel loro insieme è arrivato come messaggio. In presenza di una maggioranza per il voto non potrà che avviare l'iter per la formazione di un governo per sciogliere le Camere in pochi giorni e andare a elezioni anticipate. Se invece sarà emerso, come dicevamo, che la maggioranza è favorevole al tentativo di dar vita a un governo politico, dovrà attendere - sempre solo nel giro di qualche giorno - che dalle forze politiche in accordo venga indicato il nome del premier con alla base un accordo di programma. In questo caso convocherà di nuovo i partiti e affiderà l'incarico per la formazione del nuovo governo.