Consultazioni, tocca ai big

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Secondo giorno di consultazioni al Quirinale. Al Colle sfilano le forze politiche più consistenti: alle 10 Fratelli d’Italia, alle 11 e alle 12, rispettivamente, Pd e Forza Italia. Nel pomeriggio, alle 16 e alle 17, Lega e M5S. FORZA ITALIA - La delegazione di Forza Italia è arrivata al Colle con Silvio Berlusconi e il vicepresidente azzurro, Antonio Tajani, assieme alle capigruppo di Senato e Camera, Anna Maria Bernini e Mariastella Gelmini. "Occorre costituire in Parlamento una maggioranza di centrodestra che corrisponda al sentire degli italiani" afferma il leader azzurro al termine dell'incontro con il capo dello Stato. "Qualora non sia possibile realizzarla, la strada maestra sono le elezioni anticipate". PD - Per il segretario dem Nicola Zingaretti - arrivato al Colle con la vice Paola De Micheli e i capigruppo al Senato, Andrea Marcucci, e alla Camera, Graziano Delrio - il Pd è "pronto a verificare una nuova maggioranza". E ancora: "Riteniamo utile provare a dare vita a governo di svolta" dice il segretario. "Senza condizioni per una svolta, lo sbocco naturale è il voto" aggiunge, ricordando che "con il M5S c'è distanza politica". Quello che serve non è un "governo a ogni costo" ma "un governo di svolta, alternativo alle destre, con un programma nuovo, solido, con una ampia base parlamentare - aggiunge Zingaretti -, che possa dare speranza agli italiani". 

FDI - Concluso il colloquio tra il presidente della Repubblica e la delegazione di Fratelli d'Italia, in merito un eventuale incarico, per Giorgia Meloni dovrebbe andare "solo al centrodestra", sottolineando che è "difficile un'alleanza tra chi si insulta", dice riferendosi ai dem e ai 5S. Poi ribadisce il "no a un governo contrario alla volontà popolare". "Se il presidente Mattarella dovesse scegliere di valutare l'ipotesi di un mandato bisognerebbe ripartire dalle elezioni del 2018 e dal sentimento chiaro del Paese e prendere in considerazione l'ipotesi di affidare il mandato ad un esponente di centrodestra, perché sarebbe sicuramente più affine alla volontà popolare" dice la presidente di Fratelli d'Italia, per la quale soluzioni diverse dalle elezioni anticipate e dal conferimento di un incarico ad esponente di centrodestra "sarebbero una ferita alla democrazia" 

SALVINI-MELONI - L'ipotesi di un governo M5S-Pd "è oscena" e "non si può fare una maggioranza con persone che se si facessero le elezioni andrebbero a casa" dice Meloni, intervistata fuori dal Quirinale. La leader Fdi sottolinea che "le elezioni sarebbero la via più rispettosa dei cittadini e della Costituzione, che affida la sovranità al popolo". E Salvini? "L'ho sentito, penso che se si andasse al voto ci sarebbe sicuramente una compagine formata, da Fratelli d'Italia e Lega sicuramente, vedremo il ruolo di Forza Italia anche in queste ore, che come sappiamo sarebbe già maggioritaria nel Paese secondo tutte le indicazioni che ci arrivano dalle elezioni e dai sondaggi". 

A seguito delle consultazioni, Mattarella avrà un primo quadro sui possibili sbocchi della crisi, vale a dire se si possa arrivare ad un nuovo governo o se invece siano inevitabili scioglimento delle Camere ed elezioni anticipate. Se dovesse profilarsi l’ipotesi concreta di una trattativa propedeutica alla formazione di un governo con una solida base parlamentare e programmatica, il capo dello Stato potrebbe concedere alle forze politiche che abbiano manifestato questa intenzione qualche giorno di tempo per verificare se il dialogo possa realmente avere un seguito positivo. Tempi brevi, comunque. Al massimo tra lunedì e martedì potrebbe quindi essere programmato un nuovo rapido giro di consultazioni per consentire a Mattarella di capire se c’è la possibilità di conferire l’incarico di formare un nuovo governo o se invece il tentativo si è rivelato vano e quindi le elezioni anticipate sono l’unica strada percorribile.