Consumi: Revolut, tra mance e caffè sospesi le abitudini sul denaro nel mondo

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Roma, 4 nov. (Labitalia) – Ci sono molte modalità e abitudini nella gestione del denaro, soprattutto se si considera le tante culture nel mondo. Essendo una super app finanziaria globale con oltre 16 milioni di clienti in tutto il mondo, Revolut ha selezionato alcune delle usanze più curiose legate al denaro dall'Europa all'Asia-Pacifico per mostrare i diversi tratti in termini di denaro nella vita quotidiana delle persone, dal modo in cui pagano il conto al ristorante a quella che viene considerata una circostanza fortunata, passando per altre peculiarità. Trovare una moneta per terra e raccoglierla è sinonimo di buona fortuna in Polonia e negli Stati Uniti. In Lituania la fortuna arriva quando, in primavera, il cuculo canta e si hanno delle monete in tasca: significa che sta arrivando del denaro. Per gli inglesi, invece, qualcosa di simile accadrà mettendo dei soldi nella tasca di un vestito nuovo.

In Spagna – e anche in Lituania, così come in Italia – mettere la borsa per terra è sinonimo di sfortuna, perché rappresenta il denaro che se ne va, è quindi sempre buona abitudine appoggiarla su una sedia o appenderla. Gli spagnoli hanno la loro "pianta del denaro" (Plectranthus verticillatus) che le persone devono ricevere in regalo in modo che i soldi "crescano in casa". Ma attenzione: se la si compra per sè stessi, o se muore, porterà sfortuna. In Polonia, solitamente, paga il conto la persona che invita al ristorante, mentre in Italia è abbastanza comune che un uomo paghi per una donna. In Germania “Zusammen oder getrennt?” (insieme o separatamente?) è la domanda standard quando i camerieri chiedono il conto: di solito tutti pagano esattamente quello che hanno ordinato, al contrario dell'Italia, dove di solito tra amici si divide il conto in parti uguali. Quando bevono, gli irlandesi e gli spagnoli seguono religiosamente la cultura dei “giri” – ogni persona paga un giro e si ruota in tutto il gruppo fino all'ultimo membro.

Per quanto riguarda invece la mancia, per i polacchi non sembra essere un'abitudine consolidata. Non lo sono nemmeno in Italia né in Portogallo, a meno che il servizio non sia stato particolarmente eccezionale. In Giappone non esiste la cultura della mancia. Capita spesso che quando gli stranieri lasciano dei contanti sul tavolo, i camerieri rimangano sorpresi e inseguano il cliente per restituire i soldi. Questo perché i dipendenti sono anche responsabili del bilancio del registratore di cassa, quindi anche solo avere 1 centesimo in più potrebbe creare un problema al personale del ristorante. Al contrario, c'è una grande cultura della mancia nei ristoranti degli Stati Uniti, dove spesso ci si aspetta che i clienti lascino a chi li ha serviti il 15-20% del conto come mancia.

Gli australiani hanno dato soprannomi ai contanti a causa delle loro banconote colorate. Una banconota da $ 5 rosa è un “gambero" (prawn), una banconota da $ 20 rossa è un "aragosta" (lobster) e una banconota da $ 50 gialla è un "ananas" (pineapple). Quindi tra amici si dice: "Non ho contanti, puoi prestarmi un ananas?".Allo stesso modo, a Londra ci sono molti giochi di parole in rima cockney associati al denaro, come “arciere” (archer) per £ 2000, “sacco di sabbia” (bag of sand) per £ 1000, “scimmia” (monkey) per £ 500 e altri. "Quanto l'hai pagato?", "È costoso! Un sacco di sabbia”. In Francia le persone usano molto lo slang per il denaro – fric, flouze, cash, pognon, pépètes, thune, maille, moula, loves, biff, zeyo, ecc. – e usano persino nomi di piante come oseille e blé.

È conosciuto ovunque in Italia ma la tradizione del “caffè sospeso” nasce a Napoli durante la seconda guerra mondiale e consiste nel pagare due tazzine di caffè al bar: una per sè e una per chi non se lo può permettere. È considerato un atto di gentilezza e compassione verso l'umanità. In Svezia, ai bambini vengono dati spesso 10-50 Sek ogni sabato per andare a comprare le caramelle svedesi, per il tradizionale "Candy Saturday", che ha le sue origini in una campagna governativa degli anni cinquanta che cercava di concentrare il consumo di caramelle delle famiglie in un unico giorno della settimana, per evitare i rischi di carie nei bambini.

Secondo uno studio condotto dallo swedish board of agriculture, gli svedesi hanno il più alto consumo pro-capite di caramelle al mondo: ne consumano in media oltre 15 kg l’anno. Se in Italia i genovesi vengono solitamente considerati taccagni, questa ingiusta reputazione è stata riservata anche ad alcuni abitanti di altri paesi. Ad esempio in Polonia, si dice che i cittadini di Poznan e Cracovia siano famosi per essere avari, e lo stesso vale per gli irlandesi della contea di Cavan, situata nel nord del Paese, così come per gli abitanti della Catalogna, sebbene sia la zona più ricca della Spagna.

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