Contagi in calo in Francia, possibile allentamento delle restrizioni

Veronique Viriglio
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AGI - In Francia il ‘confinement' sta producendo gli effetti sperati sull'andamento della seconda ondata di Covid-19, il cui picco sarebbe stato superato: motivo di ottimismo condiviso anche se le autorità invitano alla prudenza. “Siamo sulla buona strada”, ha dichiarato il premier Jean Castex, che spera in una riapertura delle attività commerciali non essenziali intorno al 1° dicembre, comunque in tempi brevi.

Lo stesso ministro della Sanità, Olivier Veran, ha riferito che “gli indicatori migliorano, la dinamica epidemica si è ridotta, ma la pressione sanitaria rimane alta nel Paese e i nostri ospedali sono ancora in una situazione di forte carico di pazienti”. Il presidente, Emmanuel Macron, parlerà al Paese alle 20, ad una settimana prima della scadenza del primo dicembre, fissata dal Capo dello Stato quando aveva annunciato il ritorno del lockdown, il 28 ottobre.

Il presidente presenterà il nuovo protocollo sanitario che sarà messo in atto nelle prossime settimane visto il miglioramento della situazione sanitaria. Veran ha insistito sul fatto che “constatare la diminuzione non significa che i numeri siano bassi in assoluto”, motivo per cui secondo lui “gli sforzi vanno proseguiti e il confinamento non è ancora terminato”. Il portavoce del governo, Gabriel Attal, ha invece annunciato che Matignon sta valutando la “regola di 1 km” in vista della fine del lockdown, ovvero per autorizzare i francesi ad andare oltre la distanza massima dal proprio domicilio, quella attualmente osservata e documentata con autocertificazione.  

Alla base dell'ottimismo ci sono i dati diffusi dall'agenzia Santé Publique France che confermano che il picco della seconda ondata è stato ormai superato. Durante la settimana dal 9 al 15 novembre i casi confermati sono diminuiti del 40%, i ricoveri del 13% e l'accesso alle terapie intensive del 9%. Per la prima volta dopo diverse settimane di crescita, il numero di vittime “sembra stabilizzarsi” ha sottolineato Santé Publique, riferendo di 3.756 decessi la scorsa settimana contro 3.817 in quella precedente. 

E' anche la prima volta dall'inizio della seconda ondata che dati relativi ai ricoveri e alle terapie intensive sono diminuiti da una settimana all'altra: rispettivamente 17.390 contro 19.940 la prima settimana di novembre e 2.761 contro 3.037. Infine test rapidi e molecolari hanno confermato 182.783 nuovi casi Covid la scorsa settimana contro 305. 135 in quella precedente.

“Questi risultati incoraggianti non devono, però, farci dimenticare che in attesa di cure e vaccini, l'unico modo per frenare l'epidemia e ridurre il suo impatto sul sistema sanitario e sulla mortalità rimane l'adozione di misure di prevenzione individuali associate a misure collettive. La loro attuazione rimane di grande attualità” ha sottolineato Santé Publique.

A complimentarsi per i risultati raggiunti è stato anche il presidente del Consiglio scientifico, Jean-Claude Delfraissy, solitamente molto critico e prudente. “Finalmente forse non sarà così difficile quanto si pensava realizzare un vaccino contro questo coronavirus. E anche se il vaccino non risolverà tutto e che il 2021 non sarà ancora un anno come gli altri, vedo l'uscita in fondo al tunnel” ha detto il medico al quotidiano Le Monde.

Per Delfraissy è chiaro che per le festività di fine anno “la situazione non sarà ancora normale” poiché misure di confinamento saranno ancora in vigore, seppur meno restrittive. La sua speranza è che la soglia dei 5 mila contagi quotidiani, obiettivo stabilito del presidente Emmanuel Macron, possa essere raggiunta dopo Natale, forse ad inizio gennaio.  

Alla luce di questi dati incoraggianti sull'andamento dell'epidemia, nelle ultime ore il governo sta moltiplicando i confronti con vari attori economici del Paese per valutare la possibilità di riaprire le attività commerciali non essenziali ad inizio dicembre, proprio per dare respiro al settore delle vendite in vista delle feste di fine anno, per evitare perdite stimate fino a 10,8 miliardi di euro. Del resto da ieri in Francia è ufficialmente cominciata la vendita degli alberi di Natale, per alcuni un segnale di ottimismo. 

La prossima settimana i test arriveranno nelle scuole, con l'avvio della campagna in una trentina di licei della regione Ile de France, quella di Parigi. Ad oggi in Francia, secondo i dati diffusi dal ministero della Pubblica istruzione, 222 classi e 20 scuole sono chiuse contro 141 e 21 la scorsa settimana. Gli studenti positivi al coronavirus sono 13.870 mentre 2.011 docenti e personale scolastico sono ammalati, in calo dopo l'attuazione di un protocollo sanitario più restrittivo, soprattutto nei licei.  

In Francia i primi coprifuoco nelle grandi città (Marsiglia, Parigi, Lione) sono stati decretati dal 17 ottobre, seguiti da una seconda ondata in una decina di altri capoluoghi mentre il confinamento nazionale ha preso il via ufficiale il 30 ottobre, in vigore per un mese.