Contagi, terza dose vaccino e super Green pass: la situazione Covid in Italia

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Europa nel pieno della quarta ondata Covid con contagi in aumento. "La situazione in tutta la regione europea è profondamente preoccupante" ha avvertito Hans Kluge, direttore regionale dell'Organizzazione mondiale della sanità per l'Europa. In Italia, dove ieri sono stati registrati 11.555 nuovi contagi e 49 morti, i fari sono puntati sui tempi per la terza dose di vaccino e sull'ipotesi di un rafforzamento della certificazione verde, un super Green pass, ma il dibattito si concentra anche sull'obbligo vaccinale. Intanto, tra domani e martedì, l'atteso incontro con le Regioni.

Per il ministro della Pubblica amministrazione, Renato Brunetta, "la strada è un super Green pass responsabile e condiviso, per non far pagare a tutti l'egoismo di alcuni" ha sottolineato ieri in un'intervista al 'Corriere della Sera'. E lo ha ribadito intervenendo a un evento promosso a Mestre da Forza Italia Venezia: "Il dibattito è: facciamo come in Germania, dove però le condizioni sono più drammatiche e problematiche, oppure continuiamo con la linea del Green pass, magari rafforzandola? Io preferisco la seconda strada, che è quella che sta maturando nel governo. Senza drammatizzare, ma dobbiamo essere pronti. Possiamo premiare i vaccinati e lasciar subire i vincoli e le restrizioni previsti dal cromatismo a chi non è vaccinato. La grande maggioranza degli italiani - ha concluso Brunetta - è d’accordo con questa visione".

"L'obbligo vaccinale non credo sia semplicissimo - ha detto il sindaco di Milano, Beppe Sala - Leggo di formule per mettere il Green pass sempre più al centro delle cose che si possono fare e che non si possono fare, quello avrebbe molto più senso".

I riflettori sono accesi sul Natale. "Noi ce la metteremo tutta - ha affermato il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio - per costruire un Paese che in quel periodo possa restare aperto, perché il punto fondamentale è che l'alternativa a Green pass e vaccini è chiudere e noi non vogliamo arrivare a questo". "Bisogna seguire quello che dice la comunità scientifica - ha rimarcato - che ora ci dice di fare le terze dosi e andare avanti con le vaccinazioni".

DURATA GREEN PASS - Walter Ricciardi, consigliere del ministro della Salute, esclude il lockdown e scarta anche l'ipotesi di obbligo vaccinale generale. "L'obbligo deve esserci per chi professionalmente è a contatto con persone fragili. I bambini sono persone non vaccinate e fragili", ha detto allargando il discorso anche al personale scolastico. "L'obbligo", generale, invece, "è una misura troppo divisiva ed estrema, vale la pena promuovere un Green pass rafforzato che induca le persone a vaccinarsi". E il Green pass, in effetti, sta per cambiare: "C'è un adeguamento dal punto di vista della durata. Noi abbiamo visto che dopo il ciclo vaccinale di base, a 6 mesi di distanza, c'è una diminuzione della protezione e c’è la necessità della terza dose. Il Green pass di 12 mesi ha una durata eccessiva. Israele lo fa scadere automaticamente dopo 6 mesi, noi dobbiamo rivederlo in base all’effettiva protezione, che passa per la terza dose di richiamo".

TEMPI TERZA DOSE - "Noi abbiamo ancora un vantaggio rispetto agli altri Paesi, se i numeri dovessero peggiorare, esistono tutta una serie di opzioni da mettere in atto per mantenere questo tipo di vantaggio - ha spiegato due giorni fa a SkyTG24 il coordinatore del Comitato tecnico-scientifico, Franco Locatelli - Ed è chiaro che sono scelte che vanno fatte in maniera oculata, appartengono alla politica, gli organismi tecnici possono dare un supporto. Ad esempio le restrizioni limitate ai non vaccinati è un’opzione, un’altra potrebbe essere quella di abbassare l’intervallo della terza dose dai sei mesi attuali ai cinque mesi, proprio perché abbiamo evidenze da Israele che la dose booster ha contribuito a rafforzare la protezione rispetto alla malattia grave o addirittura fatale ma anche a ridurre marcatamente la circolazione virale attraverso un’immunità sterilizzante".

PROTEZIONE VACCINI E TERZA DOSE - Nell'ultimo report settimanale sull'andamento di Covid-19 in Italia, l'Iss spiega che "dopo 6 mesi dal completamento del ciclo vaccinale, scende dal 79% al 55% l'efficacia nel prevenire qualsiasi diagnosi sintomatica o asintomatica di Covid-19 rispetto ai non vaccinati". Anche trascorso mezzo anno dall'immunizzazione rimane invece "elevata", comunque riducendosi, "l'efficacia vaccinale nel prevenire casi di malattia severa: per i vaccinati con ciclo completo da meno di 6 mesi è pari al 95% rispetto ai non vaccinati, mentre risulta pari all'82% per i vaccinati con ciclo completo da oltre 6 mesi rispetto ai non vaccinati".

VARIANTE DELTA PLUS - "Tra chi non ha ancora fatto il vaccino e chi non vuole farlo, diventa un problema gestire la situazione in questo momento, con un virus così aggressivo" come dimostra di essere Sars-CoV-2 anche con la nuova variante indiana, la AY.4.2, ribattezzata Delta plus, che "secondo gli ultimi studi è 50 volte più forte rispetto al ceppo originario" ha spiegato all'Adnkronos Salute Arnaldo Caruso, presidente della Società italiana di virologia (Siv-Isv). Più forte perché "più efficiente nella replicazione", quindi in grado di correre molto veloce, rischiando in futuro di prevalere sulle altre. Rispetto alla variante Delta oggi dominante, la Delta plus "è ancora minoritaria in Italia - ha confermato il numero uno dei virologi italiani - Però in Inghilterra si sta diffondendo notevolmente, dimostrando di essere in grado di 'prendere la scena'. Guardando a quello che sta avvenendo in Inghilterra", secondo l'esperto il mutante AY.4.2 "potrebbe anche in futuro diventare dominante".

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