"Conte è il nostro Bearzot". Intervista a Francesco Boccia

Alessandro De Angelis

Ministro Boccia, anche lei preoccupato dalla scissione come Conte?

Solo gli incoscienti e gli irresponsabili vivono senza preoccupazione, ma poi chi ha la responsabilità ha il dovere di affrontare a viso aperto ogni novità o, se preferisce, ogni colpo.

Francesco Boccia, ministro per gli Affari regionali, in questa lunga conversazione con l’HuffPost, confessa che canta “Bandiera rossa” e “Bella ciao” e invita il Governo al contropiede sui temi delle autonomie e delle modifiche sul jobs act, dopo la scissione di Matteo Renzi: “Conte è il nostro Bearzot”. E sul Pd dice: “Ora mobilitazione, poi valuteremo un congresso per rafforzare la proposta di Zingaretti”. 

 

In fondo era ampiamente prevedibile da quando ha proposto il Governo: Renzi è Renzi.

Mai pensato che fosse cambiato, folgorato sulla via di Damasco della responsabilità... Però era giusto fare il Governo e adesso è necessario imprimere alla navigazione una rotta certa.

 

Andiamo al dunque: Renzi farà quotidianamente il Salvini riformista, provando a condizionare l’agenda, perché del resto un programma vincolante non c’è.

No, c’è un programma chiaro garantito da Conte, la cui responsabilità è delle tre forze politiche: Pd, M5s e Leu. Non ci sono, come nel precedente governo, le misure degli uni e le misure degli altri. Ci sono gli impegni di tutti che abbiamo il dovere di realizzare.

 

Ha dimenticato Italia Viva…

È già qualcosa che non si chiami “Italia forza”… Sono certo che Renzi, essendo uomo di spirito, apprezzerà la battuta. Le forze politiche hanno leadership chiare e il raccordo permanente con Conte avverrà sempre sulle cose che ci siamo impegnati a fare. I dossier sono già sul tavolo, dall’Iva da non far aumentare, al cuneo fiscale alla svolta ambientale fino all’autonomia che faremo.

 

E che la riguarda direttamente.

L’autonomia, che io chiamo sempre più sussidiarietà, sarà il simbolo della lotta alle diseguaglianze, al Nord come al Sud. Questo...

Continua a leggere su HuffPost