Conte è il nuovo Salvini, dopo un mese di Governo col Pd

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C’ha preso gusto, a stringere mani e abbracciare gente. Nel primo mese del suo nuovo governo, Giuseppe Conte ha compiuto la sua trasformazione: da avvocato del popolo ad avvocato popolare. Ha fatto di tutto, tra la folla, e l’ha comunicato senza remore attraverso la sua pagina Facebook ormai arrivata a un milione di fan.

Giuseppe Conte si è “salvinizzato”

Dal 5 settembre, giorno del giuramento dell’esecutivo giallorosso, al 5 ottobre, ha postato 126 foto. In almeno 46 è immortalato a stringere mani e abbracciare italiani: allevatori di Coldiretti, dottori e pazienti d’ospedale, impiegati di una cartiera, bambini dietro una transenna, anziani terremotati, disabili. In almeno 14 foto è alle prese con i selfie della folla, in posa accanto agli operai di Fincantieri o addirittura con i ragazzi di Fratelli d’Italia. I numerosi video autocelebrativi delle uscite pubbliche, di fatto, sono un racconto emozionale di quei bagni di folla.

L’uomo, cui va dato atto non manca un carisma fuori dal comune, è andato ovunque: alla Festa dell’Unità come ad Atreju, da Bruno Vespa come da Enrico Mentana, fino alla redazione di Skuola.net.

Si è salvinizzato, Giuseppe Conte, ma a suo modo. Un modo più sobrio e meno egoriferito: posa per i selfie ma non ne scatta neanche uno; ascolta gli italiani “presenti” e li ringrazia per le “due parole scambiate”; presenta la “giovane poetessa Clara” e ne legge alcuni versi. A differenza di Matteo Salvini, preoccupato più di celebrare se stesso in mezzo ai suoi elettori, l’uomo mostra di voler celebrare gli italiani tutti – lavoratori specialmente – con se stesso a fare da compiaciuto cerimoniere.

Giuseppe Conte e le piccole pause gastronomiche

Un paio di volte si è mostrato persino alle prese con il cibo. La prima al termine della visita nelle zone terremotate, quando si è “concesso una piccola pausa gastronomica nella norcineria di Castelsantangelo sul Nera”: “Ho fatto ottimi acquisti e con i collaboratori ci siamo fermati a degustare salumi e formaggi. Vera delizia per i nostri palati”. Ma subito la precisazione solidale di quella sosta culinaria, per prendere le distanze da eventuali critiche di “cazzeggio simil-salviniano”: “Anche questi piccoli gesti di attenzione possono contribuire a rilanciare l’economia di queste comunità in difficoltà”. La seconda volta è stata durante la missione in America, quando si è immortalato con un hamburger in mano. Precisazione anche qui: “Dopo un’intensa giornata di lavoro alle Nazioni Unite…”. 45 mila cuoricini su Instagram.

Da premier mediatore a premier mediatico

In questo mese, consigliato dall’astutissimo Rocco Casalino, il premier ha preso i suoi punti deboli e ne ha fatto punti di forza. Ha trasformato la mancanza di un partito a suo sostegno in un’occasione per muoversi indisturbato da fantasista; l’assenza di una prestigiosa squadra di Governo in una sfida per giganteggiare da solo nelle piazze; l’inesistenza di una investitura elettorale in un’opportunità per rifuggire qualsiasi etichettatura; le difficoltà interne di Luigi Di Maio, Matteo Salvini e Matteo Renzi in una prateria per pescare simpatie di operai così come di partite Iva. Il premier mediatore si è fatto premier mediatico