Conte all'Onu: "Italia in prima linea su green, clima ed energie"

Roma, 25 set. (askanews) - Venti minuti di intervento all'Assemblea generale dell'Onu, davanti ai leader mondiali, per parlare di cambiamento climatico, di sostenibilità, di diritti umani, di multilateralismo, ma anche di migranti, Libia e Iran. Il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, è intervenuto al Palazzo di Vetro di New York in un discorso a 360 gradi.

"In Italia abbiamo inaugurato una nuova stagione riformatrice che punta a un futuro sostenibile per tutti coloro che verranno dopo di noi" e l'obiettivo del governo italiano è "promuovere una democrazia autenticamente umana". Una delle priorità del governo è "dare vita a un green new deal per orientare il sistema produttivo allo sviluppo sostenibile", ha aggiunto. "L'Italia, grazie al primato che vanta nel campo delle energie rinnovabili, è in prima linea nel contrasto al cambiamento climatico".

Il presidente del Consiglio ha citato anche il gravissimo caso del ghiacciaio sul Monte Bianco che si sta sciogliendo. "È di queste ore la notizia, riportata dalla stampa, di un ghiacciaio sul versante italiano del Monte Bianco, la vetta più alta e maestosa dell'arco alpino, che rischia di crollare. È un allarme che non può lasciarci indifferenti, nell'illusione che non ci riguardi o che sia qualcosa di lontano nel tempo o nello spazio. Piuttosto deve scuoterci e mobilitarci".

Conte ha dunque invitato a un cambio culturale: "Occorre perseguire - ha poi detto Conte intervenendo all'Assemblea generale dell'Onu - un radicale cambio di paradigma culturale. Per questo vogliamo inserire la protezione dell'ambiente e della biodiversità, e lo sviluppo sostenibile, direttamente tra i principi fondamentali della nostra Costituzione.

E in tema di migranti, il presidente del Consiglio ha parlato di una svolta decisiva: Nella gestione dei migranti "siamo vicini a una svolta". Il fenomeno migratorio "nel rispetto della sovranità nazionale - ha sottolineato - esige una condivisione degli oneri da parte di ogni Paese, un obiettivo a cui si sta arrivando con un meccanismo automatico di redistribuzione tra Paesi europei. Oggi siamo vicini a svolta: da una gestione emergenziale si può passare a una gestione strutturale con un partenariato tra stati".