Conte attacca Draghi: "Grave che si intrometta nella vita dei partiti"

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AGI - La tempesta perfetta. È quella che è sembrata realizzarsi, oggi, nel Movimento 5 stelle. Soprattutto per i parlamentari che vorrebbero chiudere l'esperienza con il governo Draghi. Da un lato, infatti, le richieste di diversi senatori a Beppe Grillo di uscire dall'esecutivo, senza neanche il passaggio all'appoggio esterno; dall'altro, 'l'attacco' di Giuseppe Conte all'interferenza del premier, Mario Draghi, nella vita del Movimento, dopo che è stata resa pubblica la richiesta del presidente del Consiglio al garante M5s di 'esonerarè 'l'avvocato del popolo'.

Richiesta, ha appreso l'AGI, raccontata, peraltro, da Grillo a diversi parlamentari e che, di fatto, non ha ricevuto alcuna smentita. E sul punto non manca chi osserva che la pubblicità data al caso sia legata al tentativo di portare acqua al mulino dei fautori del distacco. Ma i tempi per uno strappo non sarebbero affatto maturi. Secondo quanto viene riferito, il garante ha spiegato che non si puo' staccare la spina dall'oggi al domani, che c'è bisogno di un motivo forte per farlo, non basta un solo tema che magari non va avanti.

In tanti, a palazzo Madama, si apprende in ambienti M5s, hanno chiesto di andare all'opposizione e di 'mollarè il governo perchè questo - hanno sottolineato alcuni esponenti pentastellati - "non ci rappresenta più". E il tema del bonus edilizio al 110% (ma è soprattutto la cessione dei crediti l'argomento del contendere) - battaglia del Movimento contrastata dalle altre forze politiche - potrebbe essere, per alcuni, l'occasione giusta per dire addio all'attuale compagine governativa.

"Siamo stanchi" di difendere una parte che non ci appartiene, osserva qualcuno. Anche Grillo avrebbe fatto una sorta di 'mea culpa' sul governo appoggiato dal M5s perchè alcune promesse iniziali non sono state mantenute e si sarebbe anche 'lamentato' di una certa 'ingratitudine' della gente che non avrebbe sufficientemente apprezzato l'aiuto fornito al Paese dal Reddito di cittadinanza. Quanto ai rapporti fra Grillo e Conte, il garante non ha mancato di ripetere che sono buoni e che Conte non si fa 'ingannare' nelle interlocuzioni con il governo. Sul "totem" del tetto dei due mandati per gli eletti, Grillo, si apprende ancora, si è dimostrato categorico: non si tocca, anche nel caso Cancelleri.

I tempi sono stretti, l'esponente siciliano ha fino a domani per depositare la sua candidatura. Anche se su questo ne parlera' con il presidente Conte, viene riferito. Mentre è la capogruppo in Senato, Mariolina Castellone, a dire che il vincolo dei due mandati si mettera' "probabilmente ai voti interpellando la base".

Sul sottosegretario che desidera candidarsi alle primarie del centrosinistra in Sicilia, dopo esser stato eletto già due volte in Regione, si registra il fronte di chi teme che se Cancelleri se ne andasse si porterebbe via un bel gruppetto di persone. Non così alcuni parlamentari contrari al suo terzo mandato: "Se dovessero concederglielo farei fuoco e fiamme" ha detto all'AGI un esponente di spicco. Cancelleri? Il suo terzo mandato avrebbe un senso se ci fosse uno "stuolo di siciliani ad averlo chiesto, ma così non è" osserva un altro M5s che ben conosce il Sud.

Fatto sta che la giornata di oggi, la terza di incontri fra Grillo e i parlamentari, è stata segnata proprio dalle parole di Conte ai cronisti: "Noi siamo una comunità, lavoriamo insieme. Trovo grave che un premier tecnico, che ha avuto da noi sin dall'inizio l'investitura per un governo di unita' nazionale si intrometta nella vita di forze politiche che lo sostengono, peraltro".

Nel pomeriggio il presidente Draghi ha dichiarato: "Con Conte ci siamo parlati poco fa, l'avevo cercato stamattina, mi ha richiamato lui, abbiamo cominciato a chiarirci, ci risentiamo domani per vederci al più presto. Il governo non rischia". Lasciando il Senato, Grillo ha fatto solo una battuta ai cronisti in attesa: "Ma cos'è questa cosa Draghi-Conte...".

E a chi gli ha chiesto se ritenga grave che Draghi parli male di Conte, da dietro il finestrino della macchina ha fatto un gesto con la mano come a dire 'ma che state dicendo...'. Intanto è saltato l'incontro di Grillo con la delegazione M5s al governo, ma nessun giallo. Dopo il tour de force di questi giorni, il garante ha preferito tornare in albergo per un po' di riposo.

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