Governo, il Conte bis ottiene la fiducia: 343 sì e 263 no

Il premier Giuseppe Conte (Photo credit FILIPPO MONTEFORTE/AFP/Getty Images)


Nel giorno della fiducia alla Camera, il nuovo governo giallo-rosso guidato da Giuseppe Conte è stato approvato dai deputati con 343 sì e 263 no. Gli astenuti sono stati 3.

Il presidente del consiglio si è detto “soddisfatto del risultato” mentre lasciava Montecitorio circondato dai cronisti.

Prima della conferma, il premier ha esposto le linee programmatiche sulle quali chiederà il voto dei deputati. Domani ci sarà invece il secondo atto al Senato (dove, a quanto pare, i numeri sono più risicati e il rischio è maggiore).

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Il voto di Di Maio in extremis

Luigi Di Maio, che per il Conte bis sarà a capo del Ministero degli Esteri, ha saltato le prime due chiame della fiducia ed è rientrato in Aula in fretta e furia alla terza per dare il suo “sì” in extramis al governo giallo-rosso.


Gli assenti al voto di Pd e M5s

Tabulati dell’Aula alla mano, pare che ci fossero alcuni assenti “immotivati” durante il voto di fiducia. Mentre Leu si è presentata in toto (14 deputati su 14), non si sono presentati 3 deputati del M5s (Alvise Maniero, Massimiliano De Toma e Emanuele Scagliusi) né 2 del Pd (Giacomo Portas e Luciano Pizzetti).

Assenti “con giustifica” (perché in missione) altri 4 parlamentari pentastellati: Francesca Businarolo, Federica Dieni, Maria Marzana e Leda Volpi.


Conte duramente contestato durante la replica

"Il fatto di pensare che una singola forza politica o il suo leader possa decidere a piacimento di portare il Paese al voto è irresponsabile". Lo ha dichiarato il premier Giuseppe Conte replicando in Aula alla Camera. "La nostra Costituzione descrive un assetto, la democrazia parlamentare. Significa che voi siete eletti dal popolo e un governo viene qui a chiedere la fiducia - ha aggiunto - addirittura, nel ribaltamento delle posizioni, si accusa il M5s che ha subito una scelta di tradimento. Il M5s ha ritenuto di fare della coerenza con il proprio programma il centro della propria virtù politica".

"Molti degli interventi" da parte delle opposizioni, ha detto Conte, "celano forti risvolti emotivi. Ho preso appunti delle parole che sono state più spesso utilizzate: tradimento, oltraggio agli italiani, sequestro del voto. Mi chiedo se la nostra Costituzione esiste ancora o è stata stracciata". "Questa è una grande mistificazione".

La replica di Conte è stata accolta da cori da stadio dai banchi della Lega. "Elezioni" e "Dignità" hanno scandito i deputati di Lega e Fdi interrompendo a più riprese il discorso di replica del premier. Applausi dai banchi della maggioranza alle parole del presidente del Consiglio sulla costituzione e sul sistema parlamentare. "Venduto venduto" si è urlato ancora dall'opposizione di destra.

"Non ho mai detto e non dirò mai che voi avete tradito - ha affermato il premier - mi rivolgo alla Lega. Dico che mentre il M5s è stato coerente al proprio programma voi dimostrate di essere coerenti alle vostre convenienze elettorali. Avete sbagliato giuramento perché i ministri che hanno giurato letteralmente hanno giurato di tutelare l'interesse esclusivo della nazione non del proprio partito".


Molinari a Conte: “Ci ha raccontato balle per 14 mesi”

"Lei ha detto che dietro la decisione della rottura ci sono state convenienze elettorali. Io potrei dire che sono stati i troppi no, ma non direi la verità. La verità è che un anno fa lei parlava di un governo sovranista, chiedeva la fiducia per un governo capace di cambiare gli equilibri europei. Noi ci avevamo creduto. Lei lo sapeva che era alla guida di un governo sovranista che voleva cambiare l'Europa". Ha affermato il capogruppo della Lega, Riccardo Molinari, in Aula.

"Non saprei come chiamarlo se non tradimento, incoerenza. Grazie al voto dei Cinque Stelle in Europa non avete cambiato niente. Ci ha raccontato balle per 14 mesi. Ha fatto l'avvocato di se stesso, non quello del popolo", ha continuato Molinari, attaccando poi il premier dicendo: "Lei, caro Conte, lei non è eletto, porti rispetto a noi che siamo stati eletti. Noi non accettiamo lezioni di galateo istituzionale da chi è stato scelto da un partito che ha usato la rete contro le istituzioni".

Al termine dell'intervento di Molinari e in difesa di Giuseppe Conte, la deputata del Pd Alessia Morani ha poi sollevato il cartello "Tornate al Papeete", dopo aver gridato "Troppi mojitos" insieme alla deputata Alessia Rotta, alludendo al tour estivo del leader della Lega Matteo Salvini.


FdI e Lega in piazza

Oggi si è votato a favore del nuovo esecutivo il Movimento 5 Stelle, il Pd e Liberi e Uguali. Contrari, invece, Lega, Forza Italia e Fratelli d'Italia. E proprio i partiti guidati da Giorgia Meloni e Matteo Salvini hanno espresso la loro contrarietà al nuovo esecutivo con una manifestazione in piazza Montecitorio alla quale però non partecipa Forza Italia.


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L’intervento di Conte sul programma

"Ho sempre inteso il mio ruolo come servizio al Paese e nell'esercitarlo ho cercato di guardare al bene comune senza lasciare che prevaricassero interessi di parte". Così il premier Giuseppe Conte è intervenuto alla Camera. “Questo progetto politico segna l'inizio di una nuova, che confidiamo risolutiva, stagione riformatrice. Il programma che mi accingo a illustrare non è un mero elenco di proposte eterogenee, né una sommatoria dei programmi delle diverse forze politiche della maggioranza. Al contrario, è sintesi programmatica, un progetto del Paese a favore dei cittadini".

E' necessario recuperare "sobrietà e rigore affinché i nostri cittadini possano vedere con rinnovata fiducia le istituzioni" - ha precisato il premier - Io e tutti i miei ministri prendiamo il solenne impegno, oggi davanti a voi, a curare le parole, ad adoperare un lessico più consono e più rispettoso delle persone, della diversità delle idee”.

"Sono molte le sfide che ci attendono, a partire dalla prossima sessione di bilancio, che dovrà indirizzare il Paese verso una solida prospettiva di crescita e di sviluppo sostenibile, pur in un quadro macroeconomico internazionale caratterizzato da profonda incertezza", ha spiegato Conte.

"Questo è il Governo più giovane della storia della Repubblica. L'Italia dovrà essere laboratorio di innovazione, di opportunità, di idee, capace di offrire ai giovani solidi e convincenti motivi per rimanere".

“Per quanto riguarda la scuola occorre intervenire per migliorare la didattica e ridurre la dispersione scolastica ed è necessario riconoscere ai docenti la giusta retribuzione economica: occorre anche in questo contesto contrastare il precariato con concorsi che riconoscano il valore dell'esperienza e del merito", ha affermato il presidente del Consiglio in Aula.

"La rivoluzione dell'innovazione non può realizzarsi senza un'adeguata rete di infrastrutture tradizionali dei trasporti, delle reti dei servizi pubblici essenziali, senza un'attenta politica di difesa del territorio e dell'ambiente. E' necessario per questo ravvivare la dinamica degli investimenti, sia proseguendo nell'azione di supporto alle pubbliche amministrazioni sia nella definizione delle priorità fondamentali su cui concentrare nuove risorse". E ancora: “Siamo determinati a introdurre una normativa che non consenta più il rilascio di nuove concessioni di trivellazione per estrazione di idrocarburi. Chi verrà dopo di noi, se mai vorrà' assumersi l'irresponsabilità di far tornare il Paese indietro, dovrà farlo modificando questa norma di legge".

"L'azione di rilancio degli investimenti, inoltre, passa necessariamente dall'abbattimento del divario fra Nord e Sud del Paese. A questo scopo, occorre rilanciare un piano straordinario di investimenti per il Mezzogiorno, anche attraverso la istituzione di una banca pubblica per gli investimenti, che aiuti le imprese in tutta Italia e dia impulso all'accumulazione di capitale fisico, umano, sociale e naturale del Sud”.

"Nella prospettiva di una graduale rimodulazione delle aliquote a sostegno dei redditi medi e bassi, il nostro obiettivo prioritario è ridurre le tasse sul lavoro, il cosiddetto "cuneo fiscale", a totale vantaggio dei lavoratori, e individuare una retribuzione giusta, il cosiddetto "salario minimo" - ha proseguito Conte - "Tutti devono pagare le tasse, affinchè tutti possano pagare meno".

“Occorre procedere finalmente all'approvazione di una legge sulla rappresentanza sindacale, sulla base di indici rigorosi; vogliamo individuare il giusto compenso per i lavoratori non dipendenti, al fine di evitare forme di abuso e di sfruttamento che solitamente affliggono i più giovani professionisti. Basta alla "schiavitù" e all’odioso sfruttamento dei lavoratori”.

“E’ nostra intenzione chiedere l'inserimento del disegno di legge costituzionale che prevede la riduzione del numero dei parlamentari” e “avviare un percorso di riforma del sistema elettorale", ha precisato il premier. Dobbiamo potenziare la lotta alle organizzazioni mafiose e rendere sempre più efficace il contrasto all'evasione fiscale, anche prevedendo l'inasprimento delle pene, incluse quelle detentive, per i grandi evasori".

"Difendere l'interesse nazionale non significa abbandonarsi a sterili ripiegamenti isolazionistici. Difendere l'interesse nazionale significa, come ho sempre cercato di fare, mettere la propria Patria al di sopra di tutto e non farsi mai condizionare da pressioni di poteri economici e da indebite influenze esterne. In questo modo ho evitato due infrazioni prendendo parte e incidendo nei processi in corso".

"L'epocale fenomeno migratorio, va gestito con rigore e responsabilità, perseguendo una politica modulata su più livelli, basata su un approccio non più emergenziale, bensì strutturale, che affronti la questione nel suo complesso, anche attraverso la definizione di un'organica normativa che persegua la lotta al traffico illegale di persone, ma che si dimostri capace di affrontare più efficacemente i temi dell'integrazione, per coloro che hanno diritto a rimanere e dei rimpatri, per coloro che non lo hanno - ha affermato Conte - Le nostre strutture sono già al lavoro. Ma anche con azioni lucide e coerenti con il nostro approccio, come ad esempio l'istituzione di corridoi umanitari europei. I contatti che ho prontamente avviato con la neo-presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen hanno già consentito di individuare punti di convergenza decisamente promettenti".

Il programma della giornata alla Camera

Dopo il discorso del premier Giuseppe Conte, c’è stata una sospensione per consentirgli di consegnare il testo al Senato. La discussione a Montecitorio è ripresa alle ore 13 ed è proseguita fino alle 17.30. Alle 17.45 è avvenuta la replica del presidente del Consiglio, a seguire le dichiarazioni di voto. La lunga giornata di lavori si è conclusa in serata: l’esito del voto è arrivato alle ore 21:30.

La manifestazione di Lega e Fratelli d’Italia

I primi manifestanti hanno riempito piazza Montecitorio già a metà mattinata. Per evitare il blocco totale del centro, sono stati allestiti dei maxi schermi in piazza Capranica e in Piazza del Pantheon.

Nessun simbolo di partito ma tante bandiere con il tricolore riprodotto anche sui palloncini che spiccano in alto ai lati del palco. Due gli striscioni con su scritto “In nome del popolo sovrano. No al patto della poltrona”.

I manifestanti presenti hanno iniziato a intonare diversi cori tra cui: “elezioni elezioni”, "Bibbiano, noi non dimentichiamo!", "Voce al popolo sovrano, ridateci l’Italia!" e “Ci avete rubato la democrazia!”. Alla manifestazione indetta da Fratelli d'Italia prende parte, oltre al leader del Carroccio, anche il presidente della Liguria Giovanni Toti.

Verso le 11 si sono registrati alcuni attimi di tensione con la polizia che ha cercato di gestire la folla. Un gruppo di persone che voleva raggiungere piazza Montecitorio ha sfondato le transenne. "Stanno tentando di bloccare l'arrivo dei manifestanti per impedirci di far vedere quanti siamo, ma noi ci siamo e sappiamo cosa è la democrazia. Il Pd e il M5S hanno rubato la nostra sovranità", si sente gridare dal palco. Fischi e urla sono poi stati rivolti a Giuseppe Conte a suon di “Buffone”.

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Salvini: “Un saluto ai poltronari”

Matteo Salvini è arrivato in piazza e ha preso subito la parola: “Un saluto ai poltronari chiusi nel palazzo, continuiamo a chiedere onore e dignità”, ha detto il leader della Lega ai manifestanti. Per l’ex ministro dell’Interno un bagno di folla. Manifestanti ed elettori lo hanno seguito nel tragitto tra piazza Montecitorio e piazza Capranica. Tanti selfie e strette di mano. "Non mollare, Matteo, non mollare!", hanno gridato i sostenitori. "In piazza c'è un pezzo di Italia che penso sia maggioranza nel Paese che chiede di votare. Oggi è plastica la divisione tra il Palazzo chiuso e l'Italia in piazza".

"L'opposizione la faremo in maniera seria, in mezzo alla gente. Partendo da Bibbiano, passando per le città devastate dalle banche, noi ci siamo. Sono tranquillo - ha affermato Salvini - Qualche collega giornalista, non ho parole, non ha visto questa marea di gente. Qualcuno mi ha detto: E' una piazza eversiva. Mamma mia come siete pericolosi...Sicuramente è diversa perchè siamo a volto scoperto, poliziotti e carabinieri sorridono con noi, non e' la piazza di centri sociali e di zecche".

"Appuntamento in piazza a Roma sabato 19 ottobre tutti insieme, senza bandiere di partito con milioni di italiani. Vediamo di prendere piazza San Giovanni, lancio questa scommessa - ha poi aggiunto il leader della Lega - Se i signori là dentro proveranno a cambiare quota 100 e tornare alla legge Fornero non li lasceremo uscire da quel Palazzo, ci staranno giorno e notte, Natale e ferragosto".

Meloni: “Ladri di democrazia e di sovranità”

"Troppo facile dire che Salvini ha sbagliato ad aprire la crisi, è come fare gli allenatori a fine partita, per me la crisi andava aperta all'indomani delle elezioni europee - ha detto Giorgia Meloni - Secondo me Di Maio ha lavorato male, è stato un pessimo ministro dello sviluppo economico e del lavoro".

"Oggi abbiamo fatto solo un errore: avremmo tranquillamente potuto riempire piazza del Popolo, non piazza Montecitorio. C'erano migliaia di persone che stamattina volevano essere qui a dire 'Non in mio nome', gli accessi sono stati chiusi a mio parere un po' troppo presto".

"Repubblica parlamentare non significa che il Palazzo si può organizzare contro il popolo. Loro sanno che stanno facendo una cosa che gli italiani non vogliono e siccome sanno di non poter vincere una libera competizione alle elezioni, la rubano. Sono ladri di democrazia, ladri di sovranità, ladri".

"Mi dispiace che Forza Italia abbia deciso di non partecipare alla nostra manifestazione dicendo ‘noi non urleremo in piazza', perchè io ricordo un centrodestra nato sulle grandi manifestazioni di piazza, quindi adesso oltre a non far votare gli italiani e' un problema pure farli scendere in piazza, io questo non lo condivido proprio per la storia di coerenza che ho anche nel campo del centrodestra".