Conte bis, fiducia in Senato. Salvini: “Mummia inchiodata alla poltrona”

Conte bis fiducia in Senato Salvini

Matteo Salvini è intervenuto in Senato nel corso del dibattito che precede la replica del premier e il voto di fiducia al governo Conte bis. Il suo discorso, atteso per le 14.30, è stato rimandato di un’ora.

Gaffe della presidente del senato Elisabetta Alberti Casellati, che richiama Salvini riferendosi a lui come “senatore Casini“.

L’intervento di Matteo Salvini

“Non invidio Conte né tanti senatori che abbiamo sentito oggi. Si capisce quando qualcuno legge un compitino che non gli viene da dentro. Siete passati dalla rivoluzione al voto di Casini, di Monti e di Renzi. Parto dal 7 agosto, parole non mie: ‘Giuseppe Conte è semplicemente imbarazzante‘. Lo diceva una persona che oggi voterà la fiducia. Stasera io parlerò ai miei figli a testa alta, con una poltrona in meno ma con la dignità, che non consiste nel possedere onori ma nel meritarli (citando Aristotele).

Presidente Conte, ripeto che non la invidio. Siete la minoranza del Paese. Forse siete maggioranza qua tra i sedili rossi grazie a un gioco di poltrone, ma lo hanno capito tutti che l’unico collante è la paura di tornare al voto e di essere lasciati a casa dagli italiani. È brutto convivere con questa paura. Potete scappare per qualche settimana o per qualche mese ma non all’infinito, ci sono anche le elezioni regionali alle porte. A meno che non vi inventiate qualcosa, la liberazione dal Pd in queste regioni diventerà realtà nei prossimi mesi.

Se qualcuno pensa di tornare alla Fornero e di riaprire i porti, non fa un dispetto a noi ma a milioni di italiani. Faremo opposizione giorno e notte. Per noi l’importante è far ripartire l’Italia. Ho letto che la priorità per questo governo è la nuova legge elettorale. Siete tornati indietro di 30 anni, stiamo tornando al pentapartito. Noi andiamo avanti.

Chissà chi farà la prossima maggioranza, forse Forza Italia con Rifondazione Comunista”. Rivolto al premier: “Aveva detto che avrebbe lasciato la poltrona, invece è inchiodato come una vecchia mummia. Quando ci sono state le polemiche sul percorso di studi e sul curriculum del premier Conte, noi non abbiamo detto nulla. Questo è il vero stile, che non si misura dalla pochette e dal taglio di capelli.

Chiediamo che si faccia chiarezza su Bibbiano. Per noi, si viene al mondo se si ha una mamma e un papà, si viene adottati se si ha una mamma e un papà. Siamo contrari a qualsiasi tipo di droga del corpo e dello spirito e se qualcuno pensa di portare in quest’Aula lo Stato spacciatore si sbaglia. Abbiamo sentito Saviano proporre di legalizzare la cocaina. Provate a proporre una legge così, non vi facciamo uscire da quest’Aula.

Sono stato onorato di servire questo Paese come ministro. Gli uomini e le donne in divisa mi dicono che sarò sempre il loro ministro dell’Interno. Sono a disposizione del nuovo ministro, mi auguro che non si pieghi ai ricatti della sinistra perché non farebbe bene al Paese.

Vogliamo un’Europa diversa, in cui l’Italia è a testa alta. L’immagine dell’uomo che sussurrava alla Merkel non fa bene all’Italia. Oggi leggo che è un giorno di festa per la nomina di Gentiloni. Io aspetterei a festeggiare, la sua poltrona è un bluff.

Voi partite con un peccato originale, cioè che il vostro governo nasce senza un briciolo di sostegno popolare. Legittimo sulla carta, ma abusivo nei fatti. Mi rivolgo non tanto al Pd (dove c’è profumo di poltrona c’è il Pd), ma al M5s: non so cosa vi hanno dato in cambio per questo. Pensate che chi vi ha votato lo ha fatto per ottenere la fiducia di Monti e Renzi? Gli antidemocratici non eravamo noi”.

Salvini si scaglia contro i senatori a vita: “Io dico no a lasciare il destino del governo nelle mani di senatori a vita che vengono qui quando vogliono“.

Conte bis, fiducia in Senato

È previsto per il tardo pomeriggio di martedì 10 settembre il voto di fiducia in Senato al governo Conte bis. L’esecutivo giallorosso ha già incassato il sì alla Camera, nonostante le numerose polemiche e le contestazioni al premier nel corso della discussione a Montecitorio. All’esterno della Camera (che Matteo Salvini ha definito il “palazzo del Pd”) si è tenuta la manifestazione di la Lega e Fratelli d’Italia, accompagnati da Giovanni Toti.