Conte bis, la parola al Senato

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E' iniziato in aula al Senato il dibattito sulla fiducia al governo Conte. Al termine del dibattito è prevista la replica del presidente del Consiglio, intorno alle 15. A seguire dichiarazioni di voto e voto.  

In attesa dell'arrivo del premier lunga chiacchierata tra il ministro degli Esteri Luigi Di Maio e il ministro dei beni culturali Dario Franceschini seduti vicini nei banchi del governo in aula al Senato. Alla conversazione si è poi unita il ministro degli Interni, Luciana Lamorgese. Il leader della Lega Matteo Salvini è arrivato nell'Aula del Senato ancora semivuota. Applausi dei senatori della Lega e cori 'Matteo! Matteo!'. Salvini si è poi seduto tra i banchi del Carroccio vicino a Roberto Calderoli. 

Dopo aver incassato - con 343 sì, 263 no e tre astenuti - la fiducia alla Camera e archiviato una giornata ad altissima tensione, il governo giallorosso deve ora affrontare la prova di Palazzo Madama. Un passaggio più delicato e, per qualcuno, meno scontato. "C'è il rischio che 21 dei nostri facciano mancare il loro voto domani (oggi, ndr)", dice all'Adnkronos un esponente del direttivo M5S a Palazzo Madama. Cifre che al momento non trovano conferme però, perché finora l'unico a esporsi pubblicamente contro la fiducia al Conte bis è stato Gianluigi Paragone. E' vero che c'è la novità di Matteo Richetti: il senatore Pd ha fatto infatti sapere ieri che non dovrebbe partecipare al voto di fiducia al Senato. Dunque un voto in meno per la maggioranza. Ma i numeri restano comunque solidi per il Conte 2. "Si parte da 169", secondo ambienti parlamentari della maggioranza. Ma altri voti potrebbero arrivare e l'asticella è fissata tra 169 e 173 voti. I voti dei 5 Stelle sono 105: non vota Gian Luigi Paragone e un senatore assente per malattia. Anche nel Pd c'è un assente per malattia e Matteo Richetti non dovrebbe partecipare al voto e quindi i sì dei dem sarebbero 49. A questi si aggiungono 9 voti del Misto: 4 di Leu e poi gli ex M5S Buccarella, De Bonis, Nugnes, De Falco, il socialista Riccardo Nencini e 3 voti delle Autonomie (Casini, Bressa e Laniece).  

A questi si è aggiunto il sì della senatrice a vita Elena Cattaneo ("Ho compreso i rischi e le possibili conseguenze di una crisi" con la manovra di bilancio alle porte, "quindi credo che sia mio dovere evitare questo rischio ai cittadini", ha detto spiegando che voterà la fiducia al governo). Potrebbe arrivare anche il sì di Liliana Segre e Mario Monti.