Conte bis, scontro M5s-Pd: terminato il vertice a Palazzo Chigi

Conte bis, scontro M5s-Pd: terminato il vertice a Palazzo Chigi

A seguito dell’ultimatum del pentastellato Di Maio (“O si accettano i punti i programma o non si fa nulla”), è di nuovo scontro tra il Movimento 5 Stelle e il Pd, che ora devono velocemente trovare un accordo per procedere con la formazione del governo. Il Presidente del Consiglio con riserva Conte ha indetto un vertice nella mattinata di Sabato 31 Agosto 2019 che è durato circa 2 ore. Al termine dell’incontro sono stati espressi pareri discordanti dai partiti. Alcune indiscrezioni raccontano che Conte potrebbe sciogliere la riserva già Lunedì 2 Settembre. Probabile nuovo incontro nelle prossime ore.

Stefano Patuanelli (M5s)

il capogruppo del Movimento 5 stelle al Senato Stefano Patuanelli ha fatto un punto generale sulla situazione: “Abbiamo parlato di temi e non di poltrone. Il punto politico? I temi sono il punto politico“. Inoltre ha aggiunto: “Il rischio di un passo indietro di Conte? Non mi sembra sia successo“. Questa ultima frase potrebbe smentire l’indiscrezione che vedeva Conte sciogliere la riserva già nei prossimi giorni.

Francesco D’Uva (M5s)

Il capogruppo del Movimento 5 stelle Francesco D’Uva ha risposto ad alcune domande terminato il vertice di Palazzo Chigi: “Non mi risultano mal di pancia.È chiaro che stiamo tenendo il punto sul programma, è sull’agenda politica.E’ normale che bisogna farsi sentire perché un governo si fa per portare avanti una agenda che si vuole portare avanti“. Per concludere il capogruppo pentastellato ha detto che non è importante ora riappacificarsi con il Pd: “Chiarimento con Pd? Non siamo interessati, vogliamo parlare di temi, di programmi e di quello che serve al Paese. Segnale da incontro Conte-Mattarella? Dovete chiedere a Conte“.

Le parole di Delrio e Marcucci (Pd)

È stato intercettato fuori da Palazzo Chigi, il deputato democratico Graziano Delrio, che alle domande della stampa sull’incontro ha risposto: “Sono stati fatti passi avanti sul programma”. Inoltre ha aggiunto che il premier Conte farà: ” una sintesi quasi definitiva” a termine del vertice.

Parole più dure invece quelle utilizzate dal capogruppo Pd al Senato, Andrea Marcucci: “Sul fronte politico c’è bisogno di un chiarimento, ci aspettiamo che avvenga da qui a breve, ma non era sul tavolo“.

Cinque Stelle-Pd a Palazzo Chigi

Le delegazioni di M5s e Pd si incontreranno nuovamente sabato mattina alle 12 e proseguiranno il confronto sul programma per proseguire il percorso iniziato, come ha comunicato Giuseppe Conte in una nota al termine del vertice del pomeriggio. Il premier incaricato ha poi comunicato che lunedì proseguirà le consultazioni incontrando una delegazione delle popolazioni colpite dal terremoto e le associazioni dei disabili.

L’incontro

Poco dopo le 12 è iniziato il vertice previsto a Palazzo Chigi tra le delegazioni di Movimento 5 Stelle e Partito Democratico con Giuseppe Conte. Quest’ultimo, poco prima dell’incontro si è recato al Quirinale dove ha avuto un colloquio con Sergio Mattarella. Stando a quanto emerso, nell’incontro il premier incaricato avrebbe evidenziato alcuni dubbi e timori relativi alla maggioranza, cosa che farebbe pensare che Conte, dopo aver accettato con riserva il mandato, stia pensando di rimetterlo. Nelle ultime ore sono infatti emerse alcune importanti difficoltà, non solo in relazione al ruolo di vice premier, ma anche sul tema dei programmi. Poco prima dell’incontro al Nazareno, Paola De Micheli ha espresso il proprio parere: “Vogliamo un chiarimento sul programma e di questo stiamo parlando con il presidente Conte. Continuiamo a lavorare a un programma serio per gli italiani e non accettiamo ultimatum“.

Scontro M5s-Pd

In serata era giunta la mossa a sorpresa del leader pentastellato che aveva sorpreso i Dem soprattutto per i toni da ultimatum. Zingaretti era quindi intervenuto mostrando tutta la sua insofferenza nei confronti dell’atteggiamento di Di Maio. I Cinque Stelle hanno però provato a smentire i toni garantendo che quello di Di Maio non voleva assolutamente essere un aut-aut, ma la tensione è ormai alle stelle. Visti i toni Conte aveva provveduto a convocare un incontro a Palazzo Chigi a cui hanno preso parte i Dem Orlando e Franceschini e i capigruppo 5 Stelle Patuanelli e D’Uva. “La delegazione del Pd, indicata dal segretario Nicola Zingaretti, ha partecipato a un incontro richiesto dal presidente incaricato con i rappresentanti del Movimento 5 Stelle e con lo stesso premier Conte. L’incontro è servito a porre l’esigenza di un chiarimento sulle dichiarazioni di Luigi Di Maio, al termine delle consultazioni, come precondizione per proseguire nel percorso avviato negli scorsi giorni“.

L’attacco del Pd

Di Maio accusa gli altri di volere le poltrone ma il poltronista è lui” è l’attacco di Luigi Zanda, tesoriere del Pd, che teme che il rapporti tra il Movimento 5 Stelle e la Lega “non siano chiusi per sempre“. “Di Maio non lo capisco – prosegue Zanda -. Parla spesso degli altri accusandoli di essere poltronisti ma nell’ultimo governo occupava tre poltrone: due ministeri e quella di vice premier. In più era il capo politico del Movimento. Significa che le sue poltrone erano quattro. Non scherza. Un governo serve all’Italia, ma non ha qualsiasi costo. Serve un governo solido negli obiettivi condivisi e nella qualità dei suoi componenti” ma “l’intesa sul programma deve essere verificata ancora“. Poi il commento sul decreto sicurezza: “Gli inumani e incostituzionali decreti sicurezza vanno abrogati. Se la parola dà fastidio, allora diciamo che vanno radicalmente riscritti. Sulle politiche migratorie è chiaro che dobbiamo fare la guerra ai trafficanti, gestire i flussi, responsabilizzare la Ue. Ma basta con i porti chiusi e un Mediterraneo cimitero di migranti“.