Conte bis, Sgarbi: “Governo di cripto-checche, a partire dal premier”

Governo Conte bis Vittorio Sgarbi

L’ipotesi di un Conte bis per Vittorio Sgarbi è “una piccola tragedia”. Il critico d’arte, noto per esprimere le proprie opinioni in modo poco pacato, ha commentato il nascente esecutivo Pd-M5s ospite a Stasera Italia. “È interessante andare a indagare sulle cripto-checche“, ha continuato. “Il governo ne è pieno. È una catena che parte da Conte e si diffonde come un polipo”.

Sgarbi sul Conte bis

Le parole di Sgarbi sulle “cripto-checche” nel Conte bis hanno sollevato immediate polemiche tra i presenti in studio, tra cui il giornalista e opinionista Klaus Davi che ha risposto: “Volano le querele”. Ma neppure l’intervento del conduttore è bastato a fermare il sindaco di Sutri, che ha proseguito affermando: “È un tema interessante per la prossima puntata. Abbiamo anche una checca non cripto come Klaus“. Sgarbi e Davi si sono scontrati anche sull’ipotesi dell’ingresso nel governo Conte bis di due magistrati come Nicola Gratteri e Piercamillo Davigo. “Sono personaggi inventati, perché dovremmo farli ministri?”, domanda il critico d’arte.

Il nuovo umanesimo

Tornando a commentare l’operato del premier, Sgarbi ha ricordato il desiderio di Conte di “far nascere un nuovo umanesimo. Non credo sappia cos’è. Se volesse far nascere un nuovo umanesimo, non sarebbe andato in giro con quella gente. Sarebbe stato a casa sua a meditare su Erasmo. Io ho pensato al Rinascimento, che è una parola più alta e più nobile. L’umanesimo è la solita scelta ipocrita per parlare di umanità con gente che non ne ha”.