Conte c'è e pensa al bis: col Pd, mai più con la Lega

Angela Mauro

Giuseppe Conte c’è, per un progetto di governo M5s-Pd, come premier. Non c’è, se si tratta di riesumare l’alleanza dei pentastellati con la Lega. Mentre a Roma fervono accuse e trattative, al suo arrivo a Biarritz il premier dimissionario non perde tempo. Partecipa giusto alla riunione con i paesi europei che fanno parte del G7 e poi è subito fuori dall’hotel du Palais – dove alloggiano tutte le delegazioni - a dichiarare sull’Italia e a lanciare segnali al Pd di Nicola Zingaretti. Primo: “La stagione con la Lega è chiusa, non si riaprirà per quanto mi riguarda”. Secondo, sul Conte bis o Conte 2 che voglia chiamarsi, il premier dimissionario è più che disponibile. Gli esperti web del M5s hanno concluso che il suo nome è l’unico che possa reggere un voto su Rousseau sull’intesa col Pd.

Da Biarritz Conte chiude il suo forno con la Lega. “Quella con la Lega è un’esperienza politica che io non rinnego”, dice Conte, ma ”è una stagione politica per me chiusa che non si potrà riaprire più per quanto mi riguarda”. E cerca di dare segnali al Pd, di ‘aiutare’ Zingaretti almeno per quanto riguarda la chiusura alla Lega. Certo, non lo aiuta sul Conte bis. Quando glielo si chiede, il premier dimissionario risponde così: “Non credo che sia una questione di persone ma di programmi. Quello che posso augurarmi per il bene del paese è che i leader delle forze politche, che in questo momento stanno lavorando per dare una prospettiva all’Italia, lavorino intensamente su alcuni temi. Io li ho indicati nel discorso al Senato perché avendo maturato un’esperienza diretta di governo credo di poter indicare quali siano i temi e le soluzione di cui il paese ha bisogno: economia circolare, dobbiamo costruire oggi il paese del prossimo decennio, serve un piano di investimenti più robusto, dobbiamo lavorare per rendere il paese meno permeabile alla corruzione, serve un grande progetto riformatore, il paese ne ha bisogno e i nomi in...

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