Conte cerca responsabili per il Ter, le mosse dei partiti

Red
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Roma, 26 gen. (askanews) - M5s, Pd e Leu per Conte (almeno al primo giro), Italia viva senza una indicazione, centrodestra unito nel chiedere un governo "solido" e non "raccogliticcio", altrimenti meglio votare. Questo in attesa dei possibili "volenterosi", al momento non pervenuti. Nel giorno delle dimissioni di Giuseppe Conte, e alla vigilia dell'avvio delle consultazioni del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, questi sono gli 'schieramenti' che si presenteranno al Quirinale.

Il presidente del Consiglio, rientrato a Palazzo Chigi dopo gli incontri con Mattarella e con i presidenti delle Camere, Elisabetta Casellati e Roberto Fico, è al lavoro per cercare di far decollare i nuovi gruppi, la "quarta gamba" della sua ipotetica nuova maggioranza. Ma al momento l'operazione sembra bloccata, nonostante l'ottimismo espresso questa mattina da fonti del Maie-Italia23, il 'veicolo' che al Senato dovrebbe accogliere i responsabili. Nonostante una girandola di riunioni e di contatti, infatti, al momento non pare esserci nessun nome nuovo rispetto a chi ha votato l'ultima fiducia. E allora per l'avvocato potrebbe essere difficile ottenere un nuovo incarico senza numeri più consistenti.

Intanto qualche timore il premier lo avvertirà per la posizione dei partiti che lo sostengono. Nel M5s si continua a dire che Conte è l'unica opzione, "l'unica persona che in questa fase storica possa rappresentare la sintesi e il collante di questa maggioranza", dice Vito Crimi, ringraziando "per l'enorme contributo che ha dato al Paese e che, ne siamo certi, può ancora dare". Ma la realtà è che nel M5s, nei discorsi tra i parlamentari, emerge che alla fine se su Conte non ci fosse un'intesa nessuno si farebbe uccidere (politicamente) per salvarlo. Una posizione simile emerge dal Pd, che domani riunisce la direzione. Alla vice presidente Deborah Serracchiani che definisce Conte "un punto di sintesi ed equilibrio", fa da parziale contraltare il capogruppo al Senato Andrea Marcucci, secondo cui il presidente del Consiglio "può continuare" ma "la crisi ora è nelle buone mani del capo dello Stato. È chiaro che da domani nessuno potrà mettere veti".

C'è poi la posizione di Matteo Renzi, che in queste ore si frega le mani e punta a tornare determinante. In un primo momento Italia Viva si presenterà al Colle senza indicare un nome. "Per noi c'è Conte, ma non c'è solo Conte", sintetizza Teresa Bellanova. E in molti sono pronti a scommettere che, in un eventuale secondo atto della crisi con nuove consultazioni, il senatore fiorentino potrebbe mettere sul tavolo un nome (quello di Luigi Di Maio?) per sparigliare le carte. Ma tra i dem in tanti sono convinti che un Conte ter non possa prescindere dall'appoggio di Italia viva.

Il centrodestra resta compatto. In un vertice tra Matteo Salvini, Giorgia Meloni e Silvio Berlusconi ha deciso che salirà al Colle con una unica delegazione. Sarà da vedere se poi, in un eventuale stallo, Forza Italia (o parte di Forza Italia) direbbero no a un aiuto a un esecutivo di "salvezza nazionale". (di Alberto Ferrarese)