Conte chiama Erdogan: “Tensioni durante la telefonata”

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È durata oltre un’ora la telefonata tra Giuseppe Conte e il presidente turco Recep Tayyip Erdogan, in un tentativo, da parte del leader italiano, di condannare e porre fine all’offensiva di Ankara nel nord della Siria. Un colloquio caratterizzato da forti tensioni, per ammissione dello stesso premier. Il presidente del Consiglio ha definito “inaccettabile” l’azione militare di Ankara. “Le priorità irrinunciabili per l’Italia e per l’intera comunità internazionale sono la protezione della popolazione civile, già duramente provata da anni di conflitto, e la risoluzione dei conflitti”. Oggi, giovedì 17 ottobre, il dossier sulla guerra in Siria è all’ordine del giorno al Consiglio europeo.

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La telefonata tra Conte ed Erdogan

Nel corso del colloquio telefonico, Conte ha ricordato a Erdogan la propria appartenenza alla Nato con le conseguenti responsabilità sul piano geopolitico che ora Ankara è tenuta a rispettare “nell’interesse collettivo di stabilizzare l’intera regione”. La linea dell’Italia è stata ribadita anche in una nota pubblicata da Palazzo Chigi. Il presidente del Consiglio sottolinea di rappresentare “la posizione unitaria del governo, delle forze politiche con cui ieri si è confrontato durante il suo passaggio alle Camere e dell’opinione pubblica italiana”.

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La telefonata era stata annunciata già nella giornata di mercoledì 16 ottobre, quando Conte aveva invitato i propri omologhi all’interno della comunità internazionale a fare lo stesso. “L’Italia sarà capofila” nel tentativo di fermare l’offensiva di Erdogan: il Paese è pronto a “mettere in campo tutte le iniziative che porteranno la Turchia a rinunciare all’azione militare”.

Un tentativo di trovare un accordo con il presidente turco è stato compiuto anche da Donald Trump. È stata diffusa su Twitter una lettera (il cui contenuto è stato confermato dall’amministrazione americana) in cui l’inquilino della Casa Bianca ha chiesto a Erdogan di “non fare lo sciocco. Se non ci saranno risvolti positivi, la storia ti ricorderà per sempre come il diavolo. Ti chiamo più tardi”.