Conte chiude per sempre l'era del Vaffa M5s

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(Photo: AFP via AFP via Getty Images)
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Niente più ebetini di Firenze, psiconani e zombie: Conte chiude per sempre l’era del Vaffa M5s. In un paragrafo del nuovo Statuto del Movimento si dice basta a espressioni verbali aggressive che possono essere considerate al pari di comportamenti violenti.

“La cura delle parole, l’attenzione per il linguaggio adoperato sono importanti anche al fine di migliorare i legami di integrazione e di rafforzare la coesione sociale” recita lo Statuto, “Le espressioni verbali aggressive devono essere considerate al pari di comportamenti violenti. La facilità di comunicare consentita dalle tecnologie digitali e alcune dinamiche innescate dal sistema dell’informazione non devono indurre a dichiarazioni irriflesse o alla superficialità di pensiero. Il dialogo profondo, il confronto rispettoso delle opinioni altrui contribuiscono ad arricchire la propria esperienza personale e l’esperienza culturale delle comunità di rispettiva appartenenza”.

Del linguaggio colorito, Grillo aveva fatto il suo marchio di fabbrica prima ancora che il Movimento 5 stelle si insediasse in Parlamento. L′8 settembre 2007 promosse il V-Day (abbreviazione di Vaffanculo-Day), con l’intento di raccogliere le firme per la presentazione di una legge di iniziativa popolare riguardante i criteri di candidabilità ed eleggibilità dei parlamentari, i casi di revoca e decadenza dei medesimi e la modifica della legge elettorale. Gli avversari politici venivano appellati con soprannomi poco lusinghieri: dall’“ebetino di Firenze” Renzi, allo “psiconano” Berlusconi. Letta era “Capitan Findus”, Bersani lo “zombie”.

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.

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