Incontro Mattarella-Conte

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Compleanno, Colle, crisi. Sono le tre parole-chiave di questo 8 agosto per il presidente del Consiglio Giuseppe Conte che, in mattinata, è salito al Quirinale. Per ora si è trattato solo di un incontro interlocutorio con il presidente della Repubblica Sergio Mattarella: un esame della situazione, dopo l'accelerazione impressa da Matteo Salvini, senza approfondire particolari ipotesi.  

Solo quando lo scenario dovesse risultare più chiaro, fino ad arrivare ad una concreta ed estrema prospettiva di crisi di governo, si inizierebbe a ragionare sulle possibili soluzioni da mettere in campo. E in questo momento l'attesa sarebbe per le decisioni che compirà Salvini, perché dalle sue scelte - a cascata - deriverebbero quelle degli altri attori in campo. Per ora, a parte la dura nota diffusa dalla Lega, il ministro dell'Interno rimane in silenzio e non trova conferme la possibilità di una sua salita al Colle. Dopo il colloquio con Mattarella, Conte è rientrato a piedi, accompagnato dalla sua scorta, a Palazzo Chigi: secondo quanto si apprende da fonti di governo, il premier si è recato al Quirinale per un'informativa al presidente sulla situazione dopo lo strappo sulla Tav. "Nessuna ipotesi di dimissioni", dunque, fanno sapere le stesse fonti. Il colloquio è durato circa mezz'ora. LEGA - Ma il Carroccio insiste: "Ogni giorno che passa è un giorno perso, per noi l’unica alternativa a questo governo è ridare la parola agli italiani con nuove elezioni" si legge in una nota del Carroccio, definita "incomprensibile" dagli alleati di governo.  

M5S - "La nota della Lega è incomprensibile. Dicano chiaramente cosa vogliono fare. Siano chiari" fa sapere infatti il M5S in un'ulteriore nota. Insomma, per Conte - che compie 55 anni - si tratta di una festa con l'ansia della crisi di governo: probabilmente aveva previsto di fare come lo scorso anno, quando per il compleanno incontrò i giornalisti per tracciare un bilancio prima della pausa estiva. In quell'occasione ne approfittò per un brindisi con i rappresentanti della stampa. Copione che probabilmente avrebbe riproposto.  

TAV - Ma le tensioni esplose dopo il voto al Senato sulla Tav hanno costretto Conte ad un cambio di programma, innanzitutto con il rinvio della conferenza stampa. E anche il vicepresidente del Consiglio Luigi Di Maio ha annullato gli appuntamenti previsti a Cavriago e a Bologna: il vicepremier ha incontrato a Palazzo Chigi i capigruppo parlamentari M5S, Stefano Patuanelli e Francesco D'Uva. DI MAIO - In un post su Facebook, Di Maio ha poi fatto sapere che "i giochini di palazzo non ci sono mai piaciuti e questo dibattito sulle poltrone inizia a stancarmi. Siamo andati al governo non per chiederle, ma per tagliarle. E lo abbiamo messo nero su bianco nel contratto, insieme alla Lega. C'è una riforma del Movimento 5 Stelle che aspetta l'ultimo voto il 9 settembre. Il 9 settembre taglieremo definitivamente 345 parlamentari".  

"Significa - ha aggiunto - che alle prossime elezioni molti vecchi politicanti dovranno iniziare a cercarsi finalmente un lavoro. È una riforma epocale contro i privilegi dei politici e in favore del buon senso. Per anni lo Stato ha saputo solo chiedere, dal 9 settembre invece comincerà a restituire qualcosa indietro ai cittadini: risparmiamo mezzo miliardo di euro da mettere su strade, ospedali, sulla riduzione delle tasse. Manca solo l'ultimo voto e mi auguro nessuno si tiri indietro all'ultimo minuto, sarebbe gravissimo. Anzi, sarebbe un segnale al Paese. Il segnale di chi non vuol cambiare nulla. Le parole sono belle ma non bastano. Servono i fatti".