Conte contro Letta: demonizzi Meloni poi ti siedi a stesso tavolo

Image from askanews web site
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Roma, 26 ago. (askanews) - "Enrico che ti succede?". Sceglie il registro satirico, Giuseppe Conte, per contestare la campagna elettorale del leader del Pd Enrico Letta, che enfatizza il carattere "bipolare" della sfida con le immagine in rosso e in nero e l'invito all'elettorato a "scegliere". La satira, perché il leader del Movimento 5 stelle pubblica sulla sua pagina Facebook il più diffuso "meme" che fa il verso alla comunicazione del Pd, invitando, con il volto di Letta, a scegliere far pancetta e guanciale, antica diatriba gastronomica. Ma la polemica contro l'ex alleato è comunque aspra: "Ti parlo sinceramente. Prima - scrive Conte - hai strappato con noi dicendo di voler costruire con Calenda, Gelmini, Di Maio e Tabacci un programma basato sull'agenda e sul metodo Draghi, salvo poi scoprire che l'agenda non esiste e il metodo è quello di un rinvio in cui a pagare il conto, le bollette, sono imprese e cittadini, come solo il M5S dice da mesi. Ora stai puntando tutto su una campagna di demonizzazione della Meloni, salvo poi sederti con lei allo stesso tavolo a chiaccherare amabilmente per metterti d'accordo su un confronto a lume di candela, solo voi due, trattando la Rai come fosse un vostra questione privata".

"Non pensi che di questo passo - chiede Conte sempre rivolgendosi al segretario del Pd - i cittadini finiscano per percepire ancor più la politica come un fatuo e inutile teatrino? Non pensi che dipingere il mondo in rosso e nero, lungi dal sollecitare una efficace mobilitazione popolare, finisca per associare il voto al tavolo del gioco d'azzardo, incoraggiando l'astensionismo e la perdita di fiducia dei cittadini nella politica?".

"Discutiamo nel merito le politiche di questo centrodestra, che non ha mai prodotto nulla di utile per il Paese. A me sembrano davvero inadeguate e insufficienti. Ma discutiamole nel merito battendole con proposte e idee migliori. Non di certo così", conclude l'ex presidente del Consiglio.