Conte dice no a gruppi parlamentari a suo nome

In un'intervista al Messaggero di Roma il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, afferma di non credere affatto che le norme introdotte nel decreto milleproroghe “creino problemi al sistema” delle concessioni autostradali. Anche perché, aggiunge, “non abbiamo disposto la revoca o la decadenza di nessuna concessione”, ma semmai – spiega il premier – “introduciamo un regime più uniforme e trasparente” di norme.

E nel caso si dovesse procedere ad una revoca o alla decadenza della concessione, il governo ha previsto – assicura Conte – che la concessione “possa essere affidata ad Anas”. Quindi “nessun allarme per il settore delle concessioni” e chi ha fatto investimenti, anche in caso di inadempimento, “potrà recuperare le somme per i costi realmente sostenuti e non ammortizzati”. Ma, è tassativo il premier, “non si potranno più applicare norme di favore come quelle invocate da Atlantia”, la quale anche in caso di inadempimento grave “pretenderebbe un indennizzo di decine di miliardi”. 23, per la precisione. “Non lo permetterò” dice il premier.

Conte, che nel corso dell'intervista si sofferma anche su punti come la riforma dell'Irpef, della verifica di governo di gennaio, dell'Ilva per la quale oggi sarà a Taranto, si sofferma anche su un tema che ha preso forma negli ultimi giorni. La possibilità che in Parlamento si possano creare dei gruppi che facciano riferimento a lui stesso. La lusinga?, chiede il quotidiano romano. Alla domanda, il capo del governo risponde che “non lo vede come un aiuto all'unità della maggioranza”. Il suo giudizio è comunque “negativo” e Conte invita tutti alla “massima compattezza e coesione” per “confrontarsi all'interno delle singole forze politiche e degli attuali gruppi parlamentati”.

Ultimo tema il referendum, quello contro il taglio dei parlamentari. Il premier non lo teme, “e anche se dovesse realizzarsi – dice – non vedo come si possa andare al voto per un Parlamento con l'assetto attuale quando c'è un referendum che è ragionevole prevedere, avrà una grande maggioranza favorevole”.