"Conte è il leader, ora serve il suo partito". Intervista a Tabacci

(Photo: Minichiello / AGF)

Primo: “Con Giuseppe Conte ci sentiamo frequentemente”. Secondo: “E penso che quando si tratterà di andare alle urne dovrà nascere all’interno della coalizione di centrosinistra una formazione più centrale di rito popolare che dovrà ruotare attorno alla sua leadership”. Bruno Tabacci, storico dirigente della Democristiana cristiana, già presidente della Regione Lombardia, oggi all’ottavo giro  a Montecitorio, si illumina al solo sentire il nome dell’avvocato del popolo.

Onorevole Tabacci, è diventato contiano?

Trovo che le sue posizioni siano corrette. In questa emergenza si è comportato bene. E’ andato meglio di Boris Johnson e Donald Trump. E mi pare che la conferenza stampa di ieri e la proposta di una sorta di Stati generali per realizzare il rilancio di questo Paese vadano nelle direzione giusta.

Ormai il professore di Volturara Appula è il riferimento di voi ex Dc.

Ma quale ex… Io sono ancora democristiano e sono fiero di esserlo. La cultura democristiana è la forza della cultura di questo Paese. Detto questo, oggi sono il presidente di Centro Democratico che ha dato al centrosinistra la possibilità di governare.

Qualcuno vocifera che sia lei il regista del partito contiano che è già stato ribattezzato “Con-Te” e starebbe già lavorando ai circoli.

Non rispondo a questi pettegolezzi. Ma dico altresì che Conte può rappresentare un punto di evoluzione del pensiero democristiano.

Insomma voi democristiani lo considerate uno di piazza del Gesù (sede storica della Dc ndr.)?

Lui stesso si definisce interprete della tradizione democristiana. Di certo non mi metto a fare gli esami. Ma mi faccia dire una cosa. 

Prego.

Bisogna dare atto ai Cinquestelle di averlo individuato.

 

La fermo, ma oggi Conte sembra più vicino al Pd.

No, no. Penso che rappresenti una posizione distinta.

Non è più ascrivibile ai Cinquestelle, è distinto dal Pd, dunque manca poco per un partito a guida Conte?

Certamente quando si tornerà al voto dovrà nascere una formazione più centrale di tipo popolare che potrebbe ruotare attorno alla sua figura.

Sarà lui il leader di questo nuovo contenitore centrista?

Non c’è dubbio.

Lei, Tabacci, sarà della partita?

Io sono già in campo con Centro Democratico.

Si sente spesso con l’inquilino di Palazzo Chigi?

C’è un certo rapporto.

Una curiosità: quale leader di Piazza del Gesù le ricorda l’attuale premier?

I grandi leader democristiani sono stati straordinari. Ha delle maniere calibrate, equilibrate, raramente perde la pazienza. Talvolta fa riferimento ad Aldo Moro per ragioni di origine, essendo entrambi pugliesi. 

Conte come Moro?

(Sorride ndr.). 

Un’ultima domanda: in questa fase emergenziale il premier è stato assai criticato. Quali errori ha commesso?

Qualche conferenza stampa è stata sopra le righe, ma l’emergenza era così grave e pesante. Ma quando le critiche vengono da Salvini con le dirette facebook di cinque minuti è tutto lecito. Ci ricordiamo cosa ha combinato in un anno al governo il segretario della Lega? Senza dimenticare la piazza della destra dell’altro ieri. Ecco, in questa fase è stato più saggio Berlusconi. 

 

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