Conte, la foto che smaschera il vizio di incompatibilità

Conte

Conte non lavorava nello studio Alpa? Eppure io credo che la foto sia autentica…voi che dite?“. Con queste parole affidate a Twitter, Paolo Becchi sembra aver smascherato definitivamente il vizio di forma già evidenziato tempo fa dal quotidiano Repubblica. “In effetti se Conte lavorava nello stesso studio di Alpa e lo stesso Alpa gli ha fatto vincere il concorso a cattedra, non c’è un vizio di incompatibilità?” ha chiesto Becchi agli utenti. La foto a cui fa riferimento, allegata al post, è quella che mostra le targhette con i nomi degli avvocati fuori dalla porta dello studio.

post becchi

Conte, il conflitto di interessi

La questione messa in evidenza da Repubblica prima e da Becchi poi è ovviamente quella del conflitto di interessi. Alpa era infatti commissario d’esame e avrebbe dovuto, visto appunto il conflitto evidente, astenersi dalla commissione che nel 2002 giudicò Conte idoneo al ruolo di professore ordinario. Nel 2017, l’Autorità Anticorruzione ha deciso che “la collaborazione professionale tra candidato e commissario o la comunanza di vita, per assurgere a causa di incompatibilità, deve presupporre una comunione di interessi economici o di vita tra gli stessi, di particolare entità“. Effettivamente, se fino ad ora, la situazione poteva risultare poco chiara e lasciare margine di dubbio, il post di Becchi sembra averli spazzati via tutti quanti.

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Conte: “Un’assurdità”

Già in passato il premier si era difeso dalle accuse bollando la vicenda come “un’assurdità“. Ospite del salotto di Bruno Vespa aveva chiarito: “Ho detto in più occasioni che non ho mai avuto uno studio associato con Alpa. Che Alpa sia stato anche un componente del consiglio di amministrazione di Carige non vedo quale conflitto di interessi possa realizzare col sottoscritto, mi sembra veramente un’assurdità“. La vicenda ora, sembra però essersi riaperta.