##Conte lavora a Stati generali, si parte venerd con opposizioni

Luc/Afe

Roma, 9 giu. (askanews) - Venerd sar la giornata delle opposizioni (che per non hanno ancora ricevuto l'invito), sabato quella degli ospiti internazionali - stato invitato il presidente del Parlamento europeo David Sassoli - e luned sar la volta delle parti sociali. Tutto a porte chiuse al Casino del Bel Respiro (anche conosciuto come Casino dell'Algardi), il monumento pi importante di Villa Doria Pamphilj. Forse con un punto stampa alla fine di ogni giornata. Cos, a quanto si apprende da fonti del governo, saranno strutturati gli Stati generali dell'economia voluti dal presidente del Consiglio, Giuseppe Conte.

Oggi il premier ha avviato un lavoro preparatorio attraverso incontri bilaterali con i singoli ministri, incontri che proseguiranno domani. A partire dalle 16 il capo del governo ha visto il ministro dell'Universit Gaetano Manfredi, la ministra della Pubblica Amministrazione, Fabiana Dadone, il ministro degli Affari Europei, Vincenzo Amendola, il ministro del Sud Giuseppe Provenzano, e la ministra per le Pari opportunit, Elena Bonetti. Con il ministro dell'Economia, Roberto Gualtieri, c' stata una telefonata mentre stasera dovrebbe vedere il ministro degli Esteri Luigi Di Maio. A quanto viene riferito, non a tutti gli incontri Conte stato presente. In qualche caso ha delegato al capo di gabinetto Alessandro Goracci e al direttore del Mef Alessandro Rivera. Ai ministri stato chiesto che progetti hanno in mente per usare i fondi europei del Recovery Fund. I bilaterali proseguiranno anche domani.

La decisione di vedere i ministri ha trovato una positiva accoglienza al Pd, secondo cui il governo deve arrivare all'appuntamento di Villa Pamphili "con una piattaforma" condivisa. In generale, la formula scelta per gli Stati generali una mediazione tra l'idea iniziale del premier e quello che chiede il Partito democratico. Quando Conte aveva annunciato l'iniziativa il capo delegazione Dario Franceschini era andato su tutte le furie: per i Dem, gi infastiditi dal protagonismo del premier, quella che era vista come una "passerella" era la classica goccia che fa traboccare il vaso. Da qui il richiamo pubblico di Nicola Zingaretti, che ieri aveva dato via libera agli Stati generali, ammonendo per che dovr uscirne "un piano di ricostruzione serio ed adeguato, non possiamo sbagliare". La sostanza, spiegano fonti Dem, che "non ci devono essere improvvisazioni e vanno coinvolte le migliori energie". Gli Stati generali non devono essere una photo opportunity per il premier, ma l'occasione per elaborare "un piano concreto e serio per un nuovo modello di sviluppo".

Insomma il Pd ha ormai mandato gi l'idea ma le critiche restano: "E' positivo iniziare un confronto che deve essere rapido ed approfondito con gli stati generali. Vorrei per ricordare a tutti che il Parlamento il luogo dove si discutono ed approvano le leggi, soprattutto in una fase cos delicata ed importante, non Villa Pamphili", scrive su twitter il presidente dei senatori del Pd Andrea Marcucci. E Zingaretti, ospite della Vita in Diretta, punge: "I risultati raggiunti sono un elemento di forza, ma non bisogna essere pigri. Non bisogna sedersi sugli allori, il tema il lavoro, la sicurezza, la possibilit di tornare a scuola a settembre non detto che un accordo politico di per s garantisce la qualit del governo. Dobbiamo essere rigorosi e sentire il tema della gestione del potere non come arroganza del potere ma come servizio. Il mio appello essere concreti, umili e lungimiranti, perch cos saremo utili agli italiani. Questo il senso del mio appello, che non per chiudere un'esperienza ma anzi per fare in modo che vada avanti nel nome del bene comune del paese".

Anche in Italia viva c'era il timore che gli Stati generali potessero diventare una occasione di promozione del premier e la nuova formula che si sta delineando riduce solo in parte le perplessit. Per il partito di Matteo Renzi la piattaforma resta quella gi presentata a Conte nelle scorse settimane. "Riforma fiscale complessiva all'insegna di semplicit e riduzione del carico - spiega il vice capogruppo alla Camera Luigi Marattin -; piano choc per gli investimenti pubblici; riforma del diritto amministrativo per abbattere davvero la burocrazia; riforme istituzionali per diventare un paese dove quando un governo si insedia ha la ragionevole aspettativa di durare 5 anni. Se e quando Conte vorr ascoltare i dettagli delle nostre proposte, non ha che da convocarci".