Conte: “Mai aperto un libro di matematica, chiedo scusa ai miei prof”

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In un Paese che va sempre più verso il declino demografico e l’invecchiamento della popolazione, i giovanissimi sono improvvisamente tornati al centro del dibattito politico. Dagli studenti che, seguendo l’esempio di Greta Thunberg, scendono in piazza per il clima alla tassa sulle merendine, fino alla proposta di Enrico Letta di estendere il voto ai 16enni: i leader di tutte le forze parlamentari, premier compreso, si rivolgono agli adolescenti. Giuseppe Conte, intervistato da Skuola.net, ha commentato i temi caldi del momento e ha rievocato i suoi giorni da studente, confessando: “Non ho mai studiato matematica“.

Matematica, la confessione di Conte

La predilezione del presidente del Consiglio per le materie umanistiche era evidente già dalla scelta di “nuovo umanesimo” per indicare la sua linea politica, prima con il governo gialloverde e poi con quello giallorosso. “Tra le materie che più ho amato ci sono filosofia e storia”, ha confermato nel corso dell’intervista. La materia più odiata, invece? “Non la odiavo, ma posso confessare di non aver mai aperto un libro di matematica. Chiedo scusa ai miei professori”, ha confessato Conte.

Voto a 16 anni

Interpellato sull’ipotesi di estendere il diritto di voto anche ai minorenni, a partire dai 16 anni, Conte si è detto favorevole: “Negli ordinamenti giuridici si fissa una certa soglia anagrafica a cui si attribuisce, per convenzione, la maturità psicofisica. Abbassarla va benissimo. Ritengo che oggi i nostri ragazzi a 16 anni abbiano tale maturità. Almeno in astratto, poi ci sono persone che anche a 50 anni non la raggiungono. In altri ordinamenti giuridici è già così. Non è ancora iniziata una riflessione di governo ma ci possiamo pensare, ancora meglio se in sede parlamentare”.

Tassa sulle merendine

La tassa sulle merendine e sulle bibite gassate proposta dal ministro dell’Istruzione Lorenzo Fioramonti non riguarda esclusivamente i giovanissimi. Ma, dal momento che gli adolescenti sono i principali consumatori di tali prodotti e che i ricavi andrebbero a finanziare la scuola, sono proprio gli under 18 a essere i più interessati. “Nel documento che approviamo oggi [la Nadef approvata il 30 settembre, ndr] non è prevista la tassazione delle merendine, quindi possono stare tutti tranquilli”, ha assicurato Conte. “Detto questo, c’è un problema di politica per quanto riguarda la corretta educazione alimentare. Senza arrivare a meccanismi penalizzanti, mi piacerebbe introdurre meccanismi incentivanti verso il consumo della frutta fresca, del latte, dei prodotti della dieta mediterranea“.