Conte non si dimette. La tentazione della resa dei conti in Parlamento

Pietro Salvatori
·Giornalista politico, Huffpost
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Ansa (Photo: Ansa)
Ansa (Photo: Ansa)

È scuro in volto Giuseppe Conte, mentre insieme al suo staff guarda da Palazzo Chigi quel che accade a trecento metri di distanza, dove in un’aula della Camera Matteo Renzi lo sta accusando di aver realizzato nella sostanza quei “pieni poteri” che Matteo Salvini chiedeva esplicitamente, per poi portare il governo nell’inazione. Il premier, si consulta con i suoi consiglieri più stretti, ma alla fine decide di non rispondere. La via per la propria sopravvivenza a Palazzo Chigi è ormai diventata un sentiero strettissimo, ogni errore può essergli fatale.

In serata si presenta nel Consiglio dei ministri dove sono emblematicamente vuote le sedie di Teresa Bellanova e Elena Bonetti: “Ho accettato le loro dimissioni e informato il Quirinale - dice ai presenti - Italia viva si è assunta una grave responsabilità, un danno per il nostro paese”. La strada scelta non è quella delle dimissioni: il premier è in contatto costante con il Colle, ma la strada scelta è quella del confronto in Parlamento.

Una road map che prevede l’approvazione delle nuove norme sulla pandemia, tra domani e venerdì un nuovo Cdm sullo scostamento di bilancio, all’inizio della prossima settimana la resa dei conti in Parlamento. Uno spazio di poco meno di una settimana nel quale si potrebbe riaprire lo spazio per una ricomposizione in extremis della frattura, visto che Matteo Renzi non ha, almeno pubblicamente, posto veti. In quella direzione spinge la parte più volenterosa dei 5 stelle, in quella direzione va il Pd. Dario Franceschini fino all’ultimo minuto utile ha tenuto aperto il filo del dialogo con il leader di Italia viva, cercando di scongiurare lo strappo e forte anche della retromarcia di Conte di ritorno dal Colle, che aveva teso una mano a Iv e invitandola a confrontarsi su un nuovo patto di fine legislatura. “Il confronto si fa in Parlament...

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.