"Salvini non ha il coraggio delle sue scelte, me lo assumo io". L'addio di Conte

L'avvocato, prestato alla politica, Giuseppe Conte nei doppi panni del difensore e della pubblica accusa. Nel primo pomeriggio, al Senato, il presidente del Consiglio si è cimentato in una arringa difensiva sull'operato del governo che guida da quasi 15 mesi e in una una dura requisitoria contro Matteo Salvini che, tredici giorni fa, dopo che la maggioranza M5s-Lega si era spaccata sull'Alta velocità Torino-Lione, è andato da lui, a Palazzo Chigi per annunciargli l'intenzione di porre fine a questa esperienza di governo.

Il giorno seguente Salvini ha annunciato via nota una mozione di sfiducia nei suoi confronti. Nella conferenza stampa convocata qualche ora dopo, Conte ha anticipato che sarebbe andato in Parlamento a comunicare la "verità" sulle ragioni di questa crisi 'de facto' provocata dall'alleato di governo, che gli avrebbe confidato la necessità di "capitalizzare il consenso" ottenuto alle europee di maggio, spingendo il Paese verso le elezioni politiche anticipate.

Dopo gli interventi di Salvini e Renzi, il premier dimissionario si è ripreso la scena a Montecitorio, dove ha risposto alle accuse del ministro dell'Interno. La diretta minuto per minuto.

20,25 La mozione di sfiducia ritirata da parte della Lega? "Se amiamo le istituzioni abbiamo il dovere della trasparenza. Dobbiamo essere d'accordo su un punto che non possiamo affidarci ad espedienti, tatticismi, giravolte verbali che io faccio fatica a comprendere. Sono molto lineare".

Così il premier Giuseppe Conte, parlando al Senato. "Se c'è mancanza di coraggio me l'assumo io di fronte al Paese che ci riguarda e prendo atto che il leader della Lega che ha stentato nella leale collaborazione manca nel coraggio di assumersi la responsabilità dei suoi comportamenti", osserva Conte, "Se gli manca il coraggio dal punto di vista politico, me la assumo io". Ora Conte si recherà al Quirinale, per rimettere il mandato nelle mani del presidente della Repubblica.

20,15 La replica di Giuseppe Conte alla Camera inizia dal tema dell'immigrazione: "Non rinnego nulla, non è nel mio stile, mi assumo tutte le responsabilità ma sin dal mio primo Consiglio Europeo questo governo ha portato una piattaforma politica articolata su sei premesse e dieci obiettivi, quindi date atto a questo governo che è stato in grado di affrontarlo in maniera ampia e complessa". "Questo governo si è reso responsabile di una politica di maggiore rigore nella consapevolezza che quella attuata fino a quel punto si era rivelata non perseguibile e inefficace. Una indiscriminata accoglienza equivale a non accoglienza".

Da parte di Conte non c'è stato "nessun ravvedimento", ha aggiunto, "non ne faccio una questione personale con Matteo Salvini o con gli amici della Lega". Il confronto anche oggi, ha sottolineato, si è basato sulla cultura delle regole costituzionali. Lo sforamento di Salvini in competenze altrui creava quindi "problemi di funzionalità" e minava la "credibilità dell'esecutivo". Su questo fronte, Conte ha sottolineato come gli interventi a gamba tesa di Salvini durante le trattative sulle procedure di infrazione hanno rischiato di compromettere il negoziato.

19,28 La Lega ha ritirato la mozione di sfiducia a Giuseppe Conte, presentata al Senato lo scorso 9 agosto ma mai calendarizzata per l'Aula. Lo apprende l'Agi da fonti parlamentari di palazzo Madama.

18,21 "Serve discontinuità". Il mantra nel Pd è unanime e unisce per una volta le diverse anime del Pd. Dopo aver ascoltato il duro j'accuse di Giuseppe Conte verso il suo vicepremier Matteo Salvini, il segretario Nicola Zingaretti parla di "autoassoluzione" e chiede, per aprire una "nuova fase", il riconoscimento degli errori compiuti. "Abbiamo apprezzato le sue parole, ma avremmo preferito ascoltarle prima" taglia corto Matteo Renzi in aula. Insomma, è l'analisi di tutti, un Conte bis non è possibile: "serve discontinuita'" assicurano in coro.

18,05 "Salvini la sua scelta l'ha già fatta. Chiedendo di tornare al voto non vuole più governare con il M5s. Chiedendo di sfiduciare Conte non vuole più questo governo. Quindi si dimetta e basta o ha paura di perdere la poltrona?".Lo fanno sapere fonti del Movimento 5 stelle.

17,30 "Matteo Salvini dopo che l'8 di agosto ha fatto sapere urbi et orbi che bisognava interrompere l'esperienza di governo ha avviato un tour, non un pellegrinaggio, incontrando cittadini, venendo contestato, ma soprattutto ostentando il rosario. Ora in terra di Calabria ostentare il rosario, votarsi alla Madonna, dove c'e' il santuario cui la 'ndrangheta ha deciso di consegnarsi significa mandare messaggi che uomini di Stato, soprattutto ministri degli Interni devono ben guardarsi dal mandare". Lo ha detto il senatore M5s Nicola Morra parlando nell'aula del Senato.

17,20 "L'uomo forte si è asserragliato nel fortino, patetico". Secondo Pietro Grasso di Liberi e Uguali, Salvini si è accorto che "i pieni poteri li puo' avere solo al Papeete". Quanto a Giuseppe Conte, Grasso riconosce al premier "la volontà ferma di venire in Aula ad affrontare in maniera trasparente la crisi. Ma non posso nascondere la soddisfazione per la fine del suo governo".

E ora? "È giusto che il Parlamento esplori tutte le possibilità" di dar vita a un nuovo governo, ma "l'Italia non ha bisogno di un accordicchio e di un esecutivo di corto respiro ma di un governo pronto a ribaltare l'agenda e lavorare per gli interessi di tutti". Se così fosse, "allora avremmo il dovere storico di provarci. Solo in quel caso darei a quel governo il mio convinto voto di fiducia"

17,11 Dopo gli interventi parlamentari in Senato il premier Giuseppe Conte replichera' in Aula prima di salire al Quirinale per rassegnare le dimissioni nelle mani del presidente della Repubblica. 

17,05 "Ma lei in questo ultimo anno a palazzo Chigi dov'era? Sulla luna? Tutto questo è successo nell'ultima settimana? Vuole farci credere che i problemi nel suo governo sono sorti solo nell'ultima settimana?". La capogruppo di Forza Italia al Senato, Anna Maria Bernini, si rivolge così a Conte. "Non ci possiamo permettere l'esercizio provvisorio e l'aumento dell'Iva che voi avete inserito in legge di Bilancio. Siamo convinti che tutto questo vada evitato" ma per questo bisogna "andare il più velocemente possibile al voto", aggiunge.

16,55 "È del tutto evidente che si è creato il partito di chi ha il terrore del voto". Prende la parola Ignazio La Russa di Fratelli d'Italia, che accusa Conte: "O hai mentito prima o menti ora. Raramente ho sentito tante accuse" nei confronti di un proprio ministro, "te ne potevi accorgere prima".

16,45 "Le dissociazioni postume da un ministro" di cui si è coperto ogni atto "mi sembrano un po' troppo comode". A parlare è ora Emma Bonino di +Europa: "la deferenza a Mattarella" sembra recitare: abbiamo combinato in questi 15 mesi un gran pasticcio", "presidente ci aiuti lei" ad uscire dalla situazione che si è creata.

"Un nuovo esecutivo che si basasse sulla retorica anti parlamentare credo non sia accettabile, né è accettabile un governo che si proponesse di attuare la parte gialla" di questo esecutivo . "Quello che è certo è che il Governo della demagogia è arrivato al capolinea".

16,38 È il momento di Renzi "Un nuovo governo non è un colpo di Stato, un voto in autunno è un colpo di sole". E ancora: "Il governo populista ha fallito, il populismo funziona bene in campagna elettorale, un po' meno quando si tratta di governare". In Senato, dopo il botta e risposta tra Conte e Salvini, prende la parola il senatore del Pd, Matteo Renzi, che ha ironizzato sulle parole di Giorgetti (che invitò a stare attenti a "non fare la fine di Renzi"), menzionando i risultati economici del suo governo e comparandoli a quelli del governo Conte. 

Renzi ha accusato il governo di aver "creato un clima di odio" e ha attaccato Conte per aver firmato il decreto sicurezza bis. L'ex premier ha quindi menzionato il Vangelo per esortare il ministro dell'Interno a far sbarcare i migranti sulla Open Arms. L'urgenza, secondo l'ex premier, è evitare un aumento dell'Iva che avrebbe "un effetto devastante sui consumi".

Numerose le frecciate a Salvini ("questo è un Parlamento e non un Papetee) al caso Savoini ("la Lega ci porterà fuori dall'Europa per entrare nel rublo"). Ammonendo il M5s sulle passate schermaglie verbali, che hanno coinvolto "gli affetti più cari", Renzi ha poi affermato che, se mai Pd e grillini faranno un governo insieme, lui non ne farà parte. 

16,28 "E anche oggi Salvini si dimette domani". E' la scritta su un cartello mostrato dal senatore Dem Davide Faraone in aula al Senato, nel corso dell'intervento del leader leghista. Il cartello è stato immediatamente fatto rimuovere dalla presidente Casellati. 

16,24 "Se questo governo si è interrotto è perché c'erano in commissione in parlamento e in consiglio dei ministri dei signor no che bloccavano tutto". È la replica di Matteo Salvini alle dichiarazioni di Conte in Senato. Secondo il ministro dell'Interno, Conte non può inoltre accusarlo in quanto era stato M5s a "votargli la sfiducia sulla Tav".

"Se da settimane e non da mesi qualcuno pensava a cambi di alleanze" pensando ad alleanze con il Pd "non aveva che da dirlo in quest'aula", prosegue Salvini, accusando il premier di aver "chiesto consigli alla Merkel per fare campagna elettorale". "L'Iva non aumenta se si vota a ottobre, c'è un governo e fa la manovra", prosegue Salvini citando altri paesi, come la Polonia e la Spagna, dove si vota nello stesso mese (ma non ci sono, è da notare, clausole di salvaguardia da disinnescare).

Salvini si è poi difeso dalle accuse di aver speso troppo tempo in campagna elettorale affermando che "non bisogna mai perdere la voglia di ascoltare i cittadini". E a proposito delle critiche di Conte al suo uso dei simboli religiosi, Salvini ha affermato di aver sempre "chiesto la protezione del cuore immacolato di Maria non per me ma per gli italiani". "Chiedo la protezione della Madonna finché vivo, ne sono ultimo e umile testimone", ha concluso. In precedenza aveva baciato un rosario durante l'intervento di Conte.

16,06 Inizia a parlare Salvini. "La risposta del leader della Lega non avviene  dai banchi del governo, luogo da dove parla il ministro dell'Interno. Salvini per rispondere alle accuse ricevute ha preferito spostarsi nei banchi della Lega, un altro gesto che mostra quanto la rottura sia definitiva tra gli assi portanti dell'esecutivo che oggi termina il suo percorso. 

Rifarei tutto quello che ho fatto", esordisce il leader leghista in Senato in replica alla dura requisitoria di Giuseppe Conte, "in quest'aula ci sono persone libere e persone un po' meno libere. Chi ha paura del giudizio del popolo italiano non è un uomo libero".

"Mi dispiace che lei mi abbia dovuto mal sopportare per un anno, me ne dolgo", ha proseguito Salvini, elencando le accuse rivoltegli da Conte e affermando che "per gli insulti" sarebbero stati sufficienti "Saviano, Travaglio o Renzi".

"La critica più surreale è stata che non si fanno le crisi di agosto perché agosto per i parlamentari è sacro", ha detto ancora Salvini, negando di aver mai parlato male dei suoi colleghi. "Porto a casa un'Italia più sicura dopo quest'anno di governo". 

16,00 Al termine del suo discorso in Senato, Giuseppe Conte ha salutato gli esponenti del Movimento 5 Stelle con grande trasporto tra abbracci e sorrisi. Molto più freddo il saluto nei confronti di Matteo Salvini: nessuna stretta di mano, un solo contatto con la mano sul fianco e qualche parola scambiata all'orecchio. 

15,54 Conte, concludendo il suo intervento, annuncia che si recherà al Quirinale a rassegnare le dimissioni. 

15,45 "Questo governo si arresta qui" per via della crisi che lo "compromette". Lo dice il premier Giuseppe Conte, intervenendo nell'Aula del Senato sulla crisi di governo. Conte si rivolge poi a M5s chiedendo di fare tesoro dell'esperienza del governo e poi fissa delle priorità di azione futura, tra cui richiamare i tanti giovani italiani all'estero e consolidare il primato tecnologico italiano nelle rinnovabili. In Europa, Conte rivendica di aver evitato per due volte la procedura d'infrazione contro l'Italia e di aver adottato un approccio di "europeismo critico", lontano sia dall'euroscetticismo che dall'europeismo "fideistico". 

15,40 Nella lunga requisitoria contro Matteo Salvini in Senato, Giuseppe Conte conserva per la fine "una cosa che non ti ho mai detto direttamente", ovvero l'utilizzo dei simboli religiosi del ministro dell'Interno. Conte, che è un fervente cattolico devoto a Padre Pio, ha accusato Salvini di "episodi di incoscienza religiosa che rischiano di offendere il sentimento dei credenti e nello stesso tempo oscurare il principio di laicità che è tratto fondamentale dello Stato moderno".

15,39 "Caro Matteo, mi preoccupa la tua concezione di governo", dice Giuseppe Conte rivolto a Matteo Salvini in Senato, "le crisi si risolvono in Parlamento, non nelle piazze. Non abbiamo bisogno di persone con pieni poteri ma di persone che abbiano cultura istituzionale e senso di responsabilità". "Se tu avessi dimostrato cultura delle regole e responsabilità istituzionale l'azione di governo ne avrebbero giovato", ha proseguito Conte, parlando del ritardo di due mesi della Lega nell'indicare i delegati per la stesura della manovra. ll premier ha poi ripreso Salvini per non essere venuto in Senato a riferire sulla "vicenda russa" che ha importanti "risvolti internazionali".

"Avresti evitato al presidente del Consiglio di venire in Aula al tuo posto, rifiutandoti peraltro di riferire le informazioni in tuo possesso", ha aggiunto Conte, accusando Salvini di avere "in molteplici occasioni invaso le competenze di altri ministri" minando "l'efficacia dell'azione". 

15,26 "Le scelte compiute da Salvini sono segno di "grave carenza di cultura istituzionale". Lo ha dichiarato Giuseppe Conte in Senato. "Perché aprire la crisi in pieno agosto quando ormai da molte settimane era chiara l'insofferenza per una crisi ormai considerata limitativa dell'ambizione di governo di chi ha chiesto "pieni poteri"?", si domanda il premier che parla di un "gesto di grave impudenza istituzionale, suscettibile di precipitare il Paese in una vorticosa spirale di incertezza politica e insostenibilità finanziaria". La scelta di rompere dopo l'approvazione del decreto sicurezza bis è stata inoltre segno di "opportunismo". 

Conte ha inoltre attaccato la decisione di Salvini di presentare la mozione di sfiducia senza ritirare i ministri e ha accusato i leghisti di aver "oscurato la verità dei fatti" con la "strategia maldestra" di definire l'esecutivo come un "governo dei no". Il premier ha quindi elencato i provvedimenti adottati dal governo, accusando Salvini di averli "calpestato" e di aver così insultato anche il lavoro stesso fatto dai ministri della Lega. 

15,14 Il premier Giuseppe Conte durante il suo intervento in Senato, ha definito "oggettivamente grave", per le conseguenze "economiche e politiche" sul Paese, la decisione di Matteo Salvini, seduto alla sua destra tra i banchi del governo, di staccare la spina al governo depositando una mozione di sfiducia. Conte ha detto che la crisi non si può consumare con "dichiarazioni affidate ai social o nelle piazze" senza un adeguato contraddittorio in Parlamento. 

La decisione della Lega "interrompe prematuramente per ragioni elettorali un'operazione di governo che aveva ottenuto molti risultati e molti ne stava realizzando" ed è per questo "oggettivamente grave", aggiunge Conte. Inoltre, la decisione di Salvini viola "il solenne impegno che il leader della Lega aveva assunto con il contratto di governo" e comporta "gravi rischi per il Paese" in virtù delle tempistiche che rendono "altamente probabile" l'esercizio provvisorio e l'aumento dell'Iva. e comporta "gravi rischi per il Paese" in virtù delle tempistiche che rendono "altamente probabile" l'esercizio provvisorio e l'aumento dell'Iva. Per Conte Salvini è stato un "irresponsabile" che ha inseguito "interessi personali". Questa affermazione è stata accolta con un grosso applauso.

15.09 Al via la seduta dell'Aula del Senato sulle comunicazioni del premier Giuseppe Conte.

15,06 Al momento, viene riferito al termine della conferenza dei capigruppo del Senato, nessuna risoluzione è stata presentata per essere messa al voto dopo le comunicazioni del premier Giuseppe Conte e il dibattito che si aprirà al termine dell'intervento del premier. Ciò, tuttavia, non esclude che dopo l'intervento di Conte e durante il dibattito ciascun gruppo possa presentare una propria risoluzione. Da regolamento, infatti, le risoluzioni possono essere presentate in qualsiasi momento prima dell'eventuale voto. 

15,03 Tre ore e quarantacinque minuti di dibattito in Aula al Senato dopo le comunicazioni di Giuseppe Conte. Lo ha stabilito, secondo quanto si apprende, la conferenza dei capigruppo di palazzo Madama. 

15,00 Sarà un intervento molto duro quello che il premier Conte si appresta a fare nell'Aula del Senato. Lo annunciano fonti di Palazzo Chigi che spiegano che il presidente del Consiglio ascolterà il dibattito, se ci sarà tempo replicherà e poi deciderà cosa fare. 

14,54 "ll Ministro Salvini, fra un comizio e un mojito, è alla ricerca di un "centro di gravita' permanente" che, suggeriva Battiato, non gli faccia mai cambiare idea sulle cose e sulla gente. "Suo malgrado" qui c'è una forza come il MoVimento 5 Stelle che ha invece deciso di agire in maniera decisa e credibile. Non c'è tempo da perdere con chi si dimostra inaffidabile, dobbiamo pensare agli interessi degli italiani. Abbiamo sempre lavorato per obiettivi seri e concreti, sottoscritti in un Contratto di Governo su cui ci siamo dimostrati sempre leali. Altri si sono persi in dichiarazioni e slogan che sono tutto e il contrario di tutto". Lo scrive M5s nel suo blog.

"Ecco lo strano "Vangelo secondo Matteo", con le dichiarazioni del Ministro Salvini degli ultimi 10 giorni. A pensarci bene, il vero Vangelo ci aveva avvertito: 'In verità vi dico, uno di voi mi tradirà' ", prosegue il post. 

14,56 I membri del governo di M5s, a qualche minuto dall'inizio del discorso del premier Giuseppe Conte, hanno occupato tutti i banchi del governo dell'aula di Palazzo Madama, impedendo così ai componenti leghisti dell'esecutivo di fare altrettanto. L'unico leghista che è riuscito a sedersi è stato il ministro per i Rapporti Ue Lorenzo Fontana. I leghisti del governo stanno, visibilmente perplessi, stanno ora cercando di capire dove prendere posto.

14,50 Un gruppo di militanti della Lega con striscioni a sostegno di Salvini sta manifestando davanti a palazzo Madama. "Elezioni subito", urlano i manifestanti.

14,49 Mentre è ancora in corso la conferenza dei capigruppo di Palazzo Madama, emerge l'ipotesi che il premier Giuseppe Conte prima di salire al Colle attenda il dibattito in aula successivo alle sue comunicazioni, ma non l'eventuale voto delle risoluzioni. È quanto riferiscono fonti parlamentari di palazzo Madama.

Le stesse fonti ricordano che questo è uno degli scenari possibili, come quello - che resta tutt'ora in piedi - che il premier si vada a dimettere nelle mani di Mattarella subito dopo le sue comunicazioni.

14,38 È iniziata a Palazzo Madama la conferenza dei capigruppo per decidere i tempi e i modi del dibattito dopo le comunicazioni in Aula del presidente del Consiglio Giuseppe Conte.

14,02 Contestato il gruppo dei senatori Lega che faceva ingresso a Palazzo Madama. 'Traditori, buffoni, buffoni,' ha intonato un gruppo di persone raccolte davanti all'ingresso laterale del Senato. "Onestà", hanno invece gridato al sottosegretario M5s Stefano Buffagni, tra gli applausi. 

"Andate al Papeete beach, tornatevene in Padania", hanno gridato alcuni. Contestato anche il capogruppo leghista al Senato, Massimiliano Romeo. Prima della contestazione nel gruppetto in attesa era apparsa una bandiera italiana e legata insieme a un vessillo del Movimento 5 stelle. Il piccolo assembramento è stato fatto sfollare , dopo i cori, dalle forze dell'ordine.

14,00 "Lunghi applausi a Matteo Salvini dal gruppo della Lega, determinato e compatto. Prima il bene degli italiani poi il resto. La Lega unica forza politica che non ha paura di confrontarsi con i suoi datori di lavoro, i cittadini, che non parla di poltrone ma di sviluppo del Paese". Così la Lega in una nota diffusa al termine della riunione dei senatori con Matteo Salvini.

 "Dalla Lega non ci sarà alcuna marcia indietro. Comunque attendiamo il discorso di Giuseppe Conte". E' quanto ha affermato il capogruppo Lega al Senato, Massimiliano Romeo, al termine della riunione.