Conte (per la prima volta) in difesa

Pietro Salvatori
·Giornalista politico, Huffpost
·3 minuto per la lettura
epa08772819 Italian Prime Minister Giuseppe Conte speaks during a press conference to announce a new emergency decree on coronavirus restrictions, in Rome, Italy, 25 October 2020. Conte announced new nationwide coronavirus restrictions that will come into effect as of 26 October and include the closure of restaurants and bars by 6pm and shutting down gyms, cinemas and swimming pools.  EPA/ROBERTO MONDALDO/LAPRESSE/ANSA/POOL (Photo: EPA)
epa08772819 Italian Prime Minister Giuseppe Conte speaks during a press conference to announce a new emergency decree on coronavirus restrictions, in Rome, Italy, 25 October 2020. Conte announced new nationwide coronavirus restrictions that will come into effect as of 26 October and include the closure of restaurants and bars by 6pm and shutting down gyms, cinemas and swimming pools. EPA/ROBERTO MONDALDO/LAPRESSE/ANSA/POOL (Photo: EPA)

“Nel paese c’è stanchezza, la pandemia porta rabbia e frustrazione, crea nuove disuguaglianze”. Giuseppe Conte si presenta nel cortile di Palazzo Chigi all’ora di pranzo. E’ la conclusione di una settimana complicatissima, ma l’inizio di una strada con nessuna certezza e mille incognite. Non si era mai mostrato così preoccupato il premier della situazione. Ha visto le scene delle proteste a Napoli, quelle della guerriglia a Roma, sa che a differenza della prima ondata il paese non gli consegnerà assegni in bianco, che la popolazione è divisa, che tante categorie già prostrate si sentono ingiustamente discriminate, e sono pronte a presentargli il conto. “Capisco le ragioni di chi è più colpito”, ripete il premier. Assicura che non solo il governo si sta muovendo per varare il decreto Ristoro, quello che dovrebbe contenere le misure a sostegno di chi subirà gli effetti delle nuove strette, ma che addirittura sarà pubblicato in Gazzetta ufficiale martedì, e che quindi fra due giorni sarà legge. “Daremo i sussidi direttamente con bonifico bancario sugli iban dei beneficiari”, dettaglia, spiega, rassicura, “perché vogliamo che i ristori vengano erogati subito, a novembre, non fra due o tre mesi”, e spiega che dedicherà il pomeriggio per sentire tutti i rappresentanti di categoria per rassicurarl sulla rapidità dei ristori.

Una conferenza stampa mai così sulla difensiva. Le restrizioni sono spiegate con la “volontà di tenere sotto controllo la curva epidemiologica”, con la necessità di “scongiurare un nuovo lockdown”, con la consapevolezza che una serrata totale “il paese non può permettersela”. E quindi da subito snocciola tutte le misure in cantiere, dal già citato dl Ristoro alla cancellazione della seconda rata dell’Imu, passando per la proroga della cassa integrazione e una nuova rata aggiuntiva del reddito di emergenza, fino ai sussidi previsti per chi verrà colpito dalle nuove misure.

Il premier non sa come andrà. Rimarca la necessità di intervenire, spiega che la decisione è stata presa dopo una riunione con Speranza e Brusaferro, che i numeri portavano in quella direzione. “Vogliamo tutelare sanità e economia - ripete - chi non è intervenuto oggi è in difficoltà sul fronte sanitario ma soffre anche dal punto di vista economico”. La decisione è stata sofferta, lo raccontano esponenti del governo, si percepisce dalle parole del presidente: “C’è stato un confronto tra diverse sensibilità e diversi punti di vista”, eufemizza, “dalle Regioni sono arrivate proposte diverse”, ammette, “ma se non stringiamo le misure difficilmente ne verremo a capo”, deve concludere.

La speranza è che chiudere il chiudibile ora conceda un Natale “più sereno”, ma non può dare nessuna certezza: “Se rispettiamo le nuove regole terremo la curva sotto controllo e potremo passare feste più tranquille, ma non saranno feste e festicciole”. Respinge le accuse: “Non possiamo imputare al governo di essersi distratto. Prima dell’estate l’opinione pubblica pensava di aver passato la tempesta, e proprio in quel periodo il governo ha prorogato lo stato di emergenza, ha comprato nuove mascherine e nuovi respiratori per rendere resiliente sistema sanitario”. Dice di non essere infallibile, ammette che ci possono essere stati errori “ma non una sottovalutazione”. Incalzato dalle domande è costretto a tornare sulle proteste, dosa le parole con prudenza: “Proverei rabbia anche io, capisco la protesta, ma bisogna stare attenti ai gruppi di professionisti che cercano di alimentare gli scontri”.

Infine si affida alla retorica: “L’Italia è un grande paese, lo ha dimostrato la scorsa primavera. Allora ce l’abbiamo fatta, ce la faremo anche adesso”. Gira i tacchi e se ne va, mentre arriva la notizia che il suo portavoce, Rocco Casalino, è positivo, e lo è anche quello di Sergio Mattarella, Giovanni Grasso, e il cielo sopra Roma si vela di grigio.

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.