Conte potrebbe non escludere il PD nella formazione di un nuovo esecutivo dopo le elezioni

Giuseppe Conte
Giuseppe Conte

“Quest’alleanza non s’ha da fare!”. Eppure sembra che Giuseppe Conte, leader del Movimento 5 Stelle, non sia così schierato contro il Partito Democratico. Il PD ha a lungo accusato il M5S di essere il resposabile della crisi del governo Draghi e della sua caduta.

Il M5S potrebbe aprire al PD: il “Nì” di Giuseppe Conte la dice lunga

Additato come unico responsabile della fine dell’esecutivo guidato da Mario Draghi, Giuseppe Conte vuole prima chiare una cosa e dunque, dallo studio della trasmissione Porta a Porta, il leader pentastellato tuona: “Non era nostra intenzione, non era nei nostri piani far cadere il governo Draghi. Volevano solo avere una interlocuzione con il premier, ma non c’è stata questa volontà. Noi non abbiamo tolto la fiducia, l’ho avvertito per tempo che non avremmo votato il decreto contenente la norma sugli inceneritori”.

Perchè il PD forse sì e Azione/Italia Viva e il centrodestra no?

Fatte le dovute premesse, Giuseppe Conte torna a parlare delle sue priorità: reddito di cittadinanza, salario minimo ed agenda sociale. Ma cosa c’entra tutto questo con il Partito Democratico? Fino a due giorni fa sembrava impossibile ricucire lo strappo tra il leader del Nazareno e il leader grillino. Eppure Conte sembra non essere così sicuro del suo no al PD. Come ha detto anche lui, la risposta che ora si sente di dare ad Enrico Letta è: ““. L’unica cosa di cui è sicuro è che non ci sarà mai un’alleanza tra lui, il terzo polo (Azione/Italia Viva) e la coalizione di centrodestra. Ma perchè tanto astio nei loro confronti? Semplicemente perchè le due coalizioni vogliono spazzare via il M5S e per una forte incongruenza tra le loro proposte politiche.

Sono davvero così diversi M5S e PD?

E allora cosa accomuna il PD e il M5S? Apparentemente tutto e niente, ma partendo da alcuni temi sembra che Conte sia propenso a discutere con Letta di un impegno comune. Sul reddito di cittadinanza, cavallo di battaglia del M5S, il PD si dice favorevole ma con qualche modifica. Anche sul salario minimo le posizioni non sembrano diverse. Conte però bacchetta Letta e i suoi su una sola cosa: “Sono rimasti folgorati dall’agenda Draghi, più timida sull’agenda sociale e sulla transizione ecologica“. E in politica estera? Entrambi i partiti condividono la stessa idea sulle sanzioni alla Russia e condannano Vladimir Vladimirovič Putin.

Il M5S potrebbe giocare un ruolo chiave nella formazione del nuovo esecutivo

In conclusione si potrebbe dire che il PD, che molti lo davano per spacciato vista la forte avanzata nei sondaggi dei partiti del centrodestra, potrebbe riscoprire un alleato importante come il M5S. I grillini, come rilevato negli ultimi sondaggi della Supermedia Agi/YouTrend, ora hanno 12,2% e potrebbe ribaltare le carte in tavola nella formazione di un nuovo esecutivo dopo il 25 settembre 2022. L’unica cosa certa, al momento, come riporta AGI Agenzia Italia, è che Giuseppe Conte ritiene impossibile sedersi a un tavolo con Giorgia Meloni per formare un nuovo governo perchè “tutte o quasi le proposte di Fratelli d’Italia sono assolutamente nefaste per il Paese“.