Conte promette più confronto nel decreto aprile

“Il decreto Cura Italia è stato elaborato interloquendo con le opposizioni, forse non sono state raccolte tutte le indicazioni, ma ci sono in quel decreto indicazioni raccolte dalle opposizioni”. Lo ha detto il premier Giuseppe Conte durante la sua informativa al Senato. “Darei mandato al ministro D’Incà di elaborare un percorso di più significativo confronto per acquisire dalle forze di opposizione le più puntuali disposizioni”, in vista del decreto di aprile.

“Se non diamo i soldi alla gente quella esce di casa: subito liquidità. Dico al governo che se ci vuole collaborativi bene, ma non ci stiamo a fare gli spettatori, ci ascolti”. Così si è rivolto a Conte il leader della Lega, Matteo Salvini. L’ex ministro ha invitato il governo a stanziare da subito somme in favore delle famiglie. Altrimenti, ha spiegato, c’è il rischio della protesta sociale. “Trump garantisce duemila euro a nucleo familiare. Io temo che coi decreti che stiamo approvando, e se i soldi arriveranno tra un mese o due mesi o tre mesi, la gente uscirà di casa... Ma non per ringraziare”.

“Occorre intervenire pesantemente sugli stipendi di chi rischia in prima linea. Non bastano applausi e medagliette - ha continuato -. Noi chiediamo che il 70 per cento dei loro stipendi debba essere esentasse per i prossimi anni, di pacche sulle spalle ne hanno abbastanza”

Salvini ha puntato poi il dito contro la Cina. “Se il governo cinese sapeva e non ha denunciato, ha commesso un crimine ai danni dell’umanità e ora non lo si può far passare per salvatore. Hanno o no fatto passare tre settimane prima di denunciare l’esistenza del virus?”. 

 

“Sì responsabilità ma non ipocrisia. Le dichiarazioni fatte qui in Aula non sono corrispondenti a quanto viene detto fuori e in televisione. FdI dice che è collaborativo e responsabile. Allora chiedo: è responsabile andare in tv come ha fatto Meloni e dire che si è criminali? Per me non è responsabile. E a Salvini: dice non fate da soli. E allora le chiedo: quale aiuto è venuto da lei se non dichiarazioni propagandistiche, come sulla chiusura del Parlamento?”. Lo ha detto nell’Aula del Senato Gianluca Perilli, capogruppo M5s a palazzo Madama.

“Se si presenta una legge sull’abolizione del pareggio di bilancio mi dovete spiegare perché lo avete approvato”. E “non è credibile contestare la trasparenza, mentre” il governo “ha subito messo su una organizzazione per rispondere a questa emergenza. E c’è chi diceva, senatore Salvini, che bisognava aprire tutto e adesso dice che bisogna chiudere tutto. lei senatore Salvini è un monumento all’incoerenza”. Parole che suscitano la dura reazione della Lega in Aula, ma anche di FdI, costringendo la presidente Elisabetta Casellati a riprendere i senatori: “Non è il momento della polemica”. E ancora: “Tenete le mascherine e smettete di urlare”. Ma le proteste proseguono.

Al Senato è intervenuto il leader di Italia Viva, Matteo Renzi, che rivolgendosi a Conte ha detto: “Lei presidente, ha fatto una citazione manzoniana, “del senno di poi son piene le fosse”. C’è un’altra citazione manzoniana, sempre nel capitolo della peste, che ’il buon senso c’era ma se ne stava nascosto per paura del senso comunè. Mi domando se non sia successo questo. Propongo di istituire una commissione d’inchiesta. Si sono fatte commissione d’inchiesta su tutto, penso si possa fare di fronte a 8mila morti. Ci sarà tempo, dopo le vacanze estive”.

“Facciamo un unico decreto, non uno al mese - ha aggiunto -. Non bastano 50 miliardi. Non parliamo del prossimo decreto come di una saga, ma di un unico decreto”. E citando le misure economiche prese dal presidente Usa Donald Trump, ha aspiegato: “Ha fatto la scelta giusta, ha messo 2mila miliardi di euro dopo essersi chiuso al Congresso con repubblicani e democratici”.

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