Conte pronto a un'infornata di nomine per placare il dissenso M5S

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PIAZZA SOLFERINO, TURIN, ITALY - 2021/09/27: Giuseppe Conte, president of political party Five Star Movement, gestures during an event part of Valentina Sganga electoral campaign for Mayor of Turin. The Turin municipal election is due to be held on October 2021. (Photo by Nicolò Campo/LightRocket via Getty Images) (Photo: Nicolò Campo via Getty Images)
PIAZZA SOLFERINO, TURIN, ITALY - 2021/09/27: Giuseppe Conte, president of political party Five Star Movement, gestures during an event part of Valentina Sganga electoral campaign for Mayor of Turin. The Turin municipal election is due to be held on October 2021. (Photo by Nicolò Campo/LightRocket via Getty Images) (Photo: Nicolò Campo via Getty Images)

Nel disegnare il suo nuovo corso finito sommerso da attacchi e critiche nelle ultime settimane, Giuseppe Conte si prepara a un’infornata di nomine. È di certo il percorso naturale degli organismi previsti dal suo Statuto, ma è anche un modo per accelerare una situazione interna in stallo da ormai troppo tempo e cercare di placare il dissenso.

Il capo politico del Movimento 5 stelle ci sta ragionando già da diverso tempo, il suo bloc notes è pieno di nomi scritti, spuntati, cancellati e riscritti. È un incastro difficile, e per questo il suo entourage se da un lato conferma che il completamento dell’organigramma è imminente, dall’altro non ha certezza dei tempi: “Ci potrebbe volere una settimana, o forse più, comunque è una cosa che farà presto”. Di certo c’è che stasera all’assemblea congiunta - grande assente Luigi Di Maio, che nelle stesse ore parteciperà a Cartabianca su Rai3 - verrà annunciato una sorta di Comitato economico, un organismo che non è presente nella carta fondativa e che si insedierà inizialmente come cabina di regia politica sulla manovra, ma che non è escluso che rimanga operativo anche dopo il varo della legge di stabilità. A farne parte sicuramente Michele Gubitosa e Mario Turco, due vicepresidenti uno dei quali probabilmente avrà il compito di coordinarlo, insieme a lui i nomi quasi certi sono quelli di Stefano Buffagni, Laura Castelli e del senatore Emiliano Fenu.

Alcune delle altre caselle sono già definite dallo Statuto. Diversi tra i 22 componenti del Consiglio nazionale sono già certi di entrare in quella che a tutti gli effetti sarà la segreteria politica dell’ex premier. Membri di diritto saranno i 5 vicepresidenti (Taverna, Turco, Gubitosa, Todde e Ricciardi), insieme a loro i capigruppo di Senato e Camera, e dunque la neo eletta Maria Domenica Castellone e il successore di Davide Crippa, con il capogruppo uscente che al momento viene quotato come probabile successore a sé stesso. Un posto anche a Tiziana Beghin, capo delegazione M5s al Parlamento europeo e uno per Stefano Patuanelli, in pole per essere designato dai colleghi quale rappresentante della squadra di governo.

Si entra poi in un risiko che comprende quattro rappresentanti per area territoriale. Per il Nord sono alte le quotazioni di Stefano Buffagni, anche se non viene esclusa la possibilità di coinvolgere Chiara Appendino, che per scelte personali era rimasta fuori dalla squadra dei vicepresidenti. Per il Centro circolano i nomi dell’ex sottosegretario ai Rapporti con il Parlamento Gianluca Castaldi, ma viene monitorata anche la situazione di Alfonso Bonafede. Conte vorrebbe l’ex Guardasigilli in squadra, e, pur non essendo mai ufficialmente stato candidato, negli ultimi giorni sembra definitivamente tramontata l’ipotesi che possa correre per quell’incarico, sbarrato da un fuoco di fila dei colleghi che non vogliono farsi imporre il presidente. Per il Sud il borsino di Palazzo dà in corsa due donne, Gilda Sportiello e Valeria Ciarambino, coordinatrici della vincente campagna elettorale di Napoli, mentre in quota Isole potrebbe essere ripescato Ettore Licheri, dopo il passo indietro dalla corsa alla presidenza del gruppo a Palazzo Madama. Tra i sindaci sono alte le quotazioni del primo cittadino della pugliese Noicattaro, Raimondo Innamorato, mentre come rappresentanti delle Regioni potrebbe spuntarla Roberta Lombardi

In ballo anche il coordinamento della Scuola di formazione, che potrebbe essere affidata a Turco, e di quattro comitati permanenti. Per quello dedicato ai Progetti, una sorta di raccordo tra i Parlamentari e le proposte tra attivisti e società civile, potrebbero giocarsela Vittoria Baldino e Gianluca Perilli. Ai Rapporti europei e internazionali circolano i nomi di Fabio Massimo Castaldo, la cui poltrona da vicepresidente dell’Europarlamento è in bilico, e quello di Sergio Battelli, presidente della commissione Affari europei della Camera. Ai Rapporti territoriali si segnala il lavoro del parlamentare romano Francesco Silvestri, che potrebbe ambire al posto, alla Formazione e aggiornamento potrebbe arrivare Lucia Azzolina qualora non entrasse nella partita dei capigruppo.

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.

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