Conte: remotissimo caso in cui Italia possa chiedere fondi al Mes

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Roma, 2 dic. (askanews) - "Nel negoziato abbiamo cercato e ottenuto regole che fossero vantaggiose per l'Italia sia nel remotissimo caso in cui dovessimo arrivare a chiedere anche noi fondi al Mes, sia in quelli, molto più frequenti, in cui l'Italia si ritrovasse dal lato di coloro che erogano il prestito". Lo ha affermato il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, nell'informativa alla Camera sul Mes.

"Il modo migliore per affrontare questa complessa e articolata riforma - ha aggiunto - non è affidarsi a sterili polemiche che vorrebbero alimentare una rappresentazione manichea tra i presunti gelosi custodi dell'interesse patrio e succubi pronti a raccogliere i diktat europei. Il modo più efficace è studiare innanzitutto e portare ai tavoli negoziali proposte serie, concrete e attuabili per incidere quanto più possibile sul processo di riforma in atto nel senso più conforme agli interessi dell'Italia. Nel dibattito in corso si è levata qualche opinione di chi ritiene negativo l'avere inserito nel Trattato il concetto di sostenibilità dei debiti di chi riceve il prestito e parimenti negativo l'avere definito regole chiare per la restituzione dello stesso".

"Non dobbiamo dimenticare, tuttavia, che se il meccanismo di stabilità non fosse affidato a regole chiare e certe, quanto all'accesso ai fondi e alla loro restituzione, staremmo ora a discutere - ha osservato il premier - dell'avventatezza di avere consentito che il risparmio dei nostri concittadini possa essere impiegato a favore di Paesi che non appaiono in grado di restituire i prestiti. E' un bene che il Parlamento sia protagonista, è un bene che vi sia un confronto su temi così rilevanti per il nostro futuro. Sono certo che da questo confronto possa nascere un impulso positivo per il nostro contributo nel negoziato europeo".

"Perché questo accada, tuttavia, bisogna mantenere l'approccio che il Parlamento - ha sottolineato ancora Conte - aveva giustamente sollecitato lo scorso giugno e che il Governo ha seguito nelle sue negoziazioni, e cioè al fatto che si guardi all'architettura che veniamo definendo in Europa nel suo complesso, secondo una logica di pacchetto".