Conte ricorda Li Causi, Calipari, D’Auria e Colazzo

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“Oggi rendiamo omaggio a quattro uomini valorosi che per la vita intera hanno coltivato con rigore e dignità l’orgoglio della discrezione e dell’anonimato, fieri di null’altro che della loro abnegazione al servizio, che nel loro caso li ha portati al sacrificio estremo”. E’ con queste parole che il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, nella Giornata della Memoria dei caduti dei Servizi di Informazione per la Sicurezza, ha ricordato in un messaggio ai familiari gli 007 Vincenzo Li Causi, Nicola Calipari, Lorenzo D’Auria e Pietro Colazzo. 

La consueta cerimonia, che per tre anni si è svolta nel piazzale di Forte Braschi, sede dei Servizi Segreti, si sarebbe dovuta svolgere quest’anno nella nuova sede di piazza Dante. Ma l’emergenza Coronavirus e il Decreto del Presidente del Consiglio per impedire gli spostamenti hanno indotto gli organizzatori a rinviare l’incontro poiché alcuni parenti delle 4 vittime avrebbero dovuto mettersi in viaggio per presenziare l’appuntamento nella Capitale. 

“Cari familiari e congiunti, cari appartenenti al Dis, all’Aise ed all’Aisi, questa Giornata per me è foriera di un’emozione particolarmente intensa, che non si esaurirà oggi – si legge nel messaggio inviato dal premier Giuseppe Conte - Vi assicuro che considero un privilegio la possibilità di farmi messaggero di quel che Vincenzo Li Causi, Nicola Calipari, Lorenzo D’Auria, Pietro Antonio Colazzo sono stati, dei loro nomi e volti cui riserverò sempre un posto speciale nella mia mente e nel mio cuore”. 

Conte ha ricordato la “Parete della Memoria”, situata nel salone d’ingresso della nuova sede del Servizi Segreti italiani in Piazza Dante, a Roma: “E’ un angolo immediatamente distinguibile per chiunque varchi la soglia di quel Palazzo. Ogni visitatore, e con lui ogni cittadino italiano, saprà che l’Intelligence ha portato a compimento il suo cammino verso l’unitarietà e verso la sua attuale, moderna fisionomia istituzionale anche e soprattutto in memoria del sacrificio di coloro i quali anteposero la loro Patria alla loro stessa vita”.  

“In quella Parete” è scritto, ha aggiunto Conte, “che la vera luce per il cammino futuro della nostra Intelligence è il rispetto per il loro esempio. Che l’essenza del bene della Nazione si rinviene nei valori che hanno incarnato. Che la speranza per il nostro futuro risiede nella loro testimonianza di vita”. 

“Ricordo anche che, così come, nel cuore di Forte Braschi, sorge una Stele commemorativa che si pone quale nobile tratto identitario di quel complesso architettonico – si legge nel messaggio inviato dal Presidente del Consiglio ai familiari delle vittime - Al tempo stesso quella Parete è volutamente trasparente, a sottolineare che il Dis, l’Aise e l’Aisi (le tre strutture organizzative dei Servizi Segreti italiani, ndr) lavorano nella dovuta riservatezza, ma senza che questa possa mai essere confusa con l’opacità, del tutto estranea alla cultura ed all’operato dell’Intelligence del nostro Paese”.  

Il premier ha ricordato i “quattro ammirevoli servitori dello Stato” parlando di “inestinguibile debito di gratitudine per il sacrificio estremo al quale sono andati incontro” perdendo la vita mentre operavano “nell’interesse della Nazione a migliaia di chilometri di distanza dalla famiglia: Vincenzo Li Causi in Somalia, Nicola Calipari in Iraq, Lorenzo D’Auria e Pietro Antonio Colazzo in Afghanistan”. Ed ha idealmente abbracciato “la Signora Giuseppina, la Signora Rosa, la Signora Francesca, la Signora Stefania, i loro figli e nipoti, i loro parenti, che hanno vissuto lo strazio indicibile di una perdita tanto drammatica”. 

“E’ ammirevole che i loro colleghi, per primi, non li abbiano mai dimenticati ed avvertano costantemente la necessità di onorarli”, ha detto ancora Conte nel suo messaggio parlando di “una Comunità che, nel suo agire, è guidata dai valori da cui è permeata”. 

“So che tutte le donne e gli uomini del Dis, dell’Aise e dell’Aisi vivono questa ricorrenza con grande intensità emotiva e con partecipazione collettiva”, è scritto nel messaggio del presidente del Consiglio. Che ricorda come “i nostri Organismi informativi si collochino ai massimi livelli nel panorama internazionale, quanto a credibilità, efficacia operativa, nonché capacità di interlocuzione, collaborazione ed interscambio informativo negli specifici canali e formati”. 

Di qui l’appello del premier Conte ai giovani perché “è importante che” essi, “più di tutti gli altri, comprendano fino in fondo il valore sconfinato delle vicende esemplari che oggi ricordiamo. Sono certo – ha aggiunto il presidente del Consiglio - che nelle loro menti vi è terreno fertile per esserne indotti a svolgere il servizio allo Stato con massima responsabilità, convinto senso del dovere, attaccamento disinteressato al lavoro”. Qualità di cui “vi è assoluto bisogno, tenuto conto che, a fronte della crescente diversificazione e sofisticazione della minaccia” giacché “i compiti che il governo assegna all’Intelligence vanno ampliandosi considerevolmente”.  

"Considero un privilegio la possibilità di farmi messaggero di quel che Vincenzo Li Causi, Nicola Calipari, Lorenzo D’Auria, Pietro Antonio Colazzo sono stati, dei loro nomi e volti cui riserverò sempre un posto speciale nella mia mente e nel mio cuore – ha concluso Conte - E’ un pensiero di ammirazione, dolore e gratitudine”.